Garante dei detenuti, il bando riaperto grazie ai Radicali

TERAMO. E’ stata l’ostinazione delle battaglie dei leader radicali e degli esponenti dell’associazione Amnistia, Giustizia e Libertà di Teramo a far tornare attuale il tema dell’istituzione di un...
TERAMO. E’ stata l’ostinazione delle battaglie dei leader radicali e degli esponenti dell’associazione Amnistia, Giustizia e Libertà di Teramo a far tornare attuale il tema dell’istituzione di un Garante dei detenuti. Approda infatti oggi nella conferenza dei capigruppo in consiglio regionale la discussione sul bando che riapre i termini per la nomina in Abruzzo di questa figura di raccordo tra mondo penitenziario e giurisdizione.
A perorare la causa ieri a Teramo, alla presenza del presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, è stato il leader radicale Marco Pannella, che ha parlato di «colpevole ritardo» dell’Abruzzo sull’attuazione di una legge approvata nel 2011 su impulso degli ex consiglieri regionali Maurizio Acerbo, Antonio Saia e Riccardo Chiavaroli, ma a cui non è stata mai data attuazione. «Altre 14 Regioni italiane hanno istituito d’ufficio la figura del Garante», ha detto Pannella, «qui questa legge è rimasta incomprensibilmente congelata».
Di Pangrazio non ha escluso l’ipotesi che in commissione possano approdare modifiche alla legge per uno snellimento sulle qualifiche e i criteri per l’adozione della figura del Garante, ma anche sull’ipotesi di un’elezione a maggioranza semplice, piuttosto che qualificata. Acerbo ha sostenuto invece la necessità che l’ufficio del Garante, che oltre ai detenuti è inteso come figura di tutela anche per i malati psichiatrici, venga nominato subito per evitare di riaprire i termini di legge ed evitare ulteriori slittamenti nei tempi. La proposta, come spiegato dall’esponente teramano di Amnistia Giustizia e Libertà Vincenzo Di Nanna, è riaprire subito il bando con una “finestra” di 20 giorni per recepire nuovi curriculum. Come candidata è stata indicata Rita Bernardini, segretaria nazionale dei Radicali italiani, sul cui nome converge anche il governatore D’Alfonso.
Marianna De Troia
©RIPRODUZIONE RISERVATA

