Giovane artigiano accusa: a me locali negati

11 Maggio 2015

Civitella, il Comune concede a un circolo cittadino gli spazi richiesti dal liutaio per la sua bottega

CIVITELLA DEL TRONTO. «La politica promette di rilanciare i borghi e le tradizioni, ma poi diventa miope davanti a qualche manciata di voti». La polemica è stata sollevata a Civitella Del Tronto da un giovane liutaio di 39 anni, Gianni Tribotti, a causa di alcuni locali comunali concessi gratuitamente ad alcuni cittadini del paese con la passione del gioco delle carte. Una ventina di cittadini hanno trovato dimora nel locale del corso principale che prima ospitava la sede della Tercas messo a disposizione del Comune. Una circostanza che ha fatto scattare l’indignazione del liutaio che da tempo puntava agli stessi locali per offrire la sua esperienza maturata nella scuola di liuteria di Cremona alla comunità cittadina aprendo una piccola bottega artigiana. «Feci domanda protocollata al Comune per la concessione dei locali dichiarandomi anche disponibile a offrire un piccolo compenso», spiega l’artigiano. Il Comune mi ha detto che avrebbe valutato la mia proposta ma che nel frattempo si sarebbe dovuto redigere un bando per l’affidamento. Invece i locali sono stati concessi a titolo gratuito, e senza il bando a un gruppo di cittadini privi di entità giuridica arbitrariamente dal Comune». Sulla polemica ha replicato l’assessore al bilancio Gabriele Marcellini: «Non sono persone prive di entità giuridica poiché si tratta del circolo cittadino. Tuttavia si tratta di una sistemazione temporanea dal momento che il circolo è stato sfrattato dagli immobili precedentemente occupati sopra piazza Filippi Pepe a causa dell’inagibilità dei locali che ha costretto il Comune alla chiusura. Provvisoriamente sono stati sistemati nei locali della ex Tercas, ma non è una concessione definitiva». Il liutaio non nasconde la sua amarezza. «Ovviamente per vivere faccio altro. Quella della liuteria è un’attività svolta per passione e amore dell’arte», spiega Tribotti, «che ho portato avanti dopo gli studi di ritorno a Civitella pensando che il recupero di un’arte antica ben potesse essere ospitato in un luogo come Civitella, la cui istituzioni da sempre si propongono di rivitalizzare il borgo anche attraverso iniziative di recupero delle tradizioni e della memoria. Invece i favoritismi hanno avuto la meglio a dispetto delle politiche roboanti di rilancio».

Marianna De Troia

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