Giulianova, il Coba insiste «La Tari non la paghiamo»

8 Maggio 2016

I balneatori verseranno solo la quota fissa, se la scelta è legittima lo decide il Tar «Abbiamo differenziato i rifiuti molto bene e i costi di conferimento sono bassi»

GIULIANOVA. A un anno dall’avvio della raccolta differenziata autonoma, il Coba, consorzio di balneatori nato proprio per questo scopo, tira le somme e, ritenendosi soddisfatto dei risultati ottenuti, spiega che continuerà a non pagare la parte variabile della Tari al Comune di Giulianova. «Il Coba», dichiara Gianni Flagnani, presidente del consorzio, «ha fatto una raccolta differenziata di alto livello. I consorziati hanno pagato la prima rata della Tari che rappresenta circa il 25% della tariffa, in attesa che l’istanza proposta di fronte al Tar venga risolta e sancisca, riteniamo senza dubbio, che se non si conferisce nulla al gestore comunale, proporzionalmente nulla della quota variabile vada pagato della Tari».

I 29 balneatori (più 3 albergatori) aderenti al consorzio, snocciolano alcuni numeri. «Il conferimento autonomo a una ditta scelta tra quelle autorizzate», spiega Flagnani, «ha permesso di valorizzare le materie stesse. Più si differenzia meno si paga, ovvero, maggiore è l’impegno che si mette nel separare, minore è la spesa che si affronta nel conferire. In un mese estivo il Comune passa 80 volte, mentre il Coba riceve il servizio per 50 passaggi e questo comporta, a prezzi di mercato, un primo risparmio in termini di raccolta di circa 13mila euro per il Coba, circa il 20% dell’appalto». In un anno, il Coba ha prodotto complessivamente 360 tonnellate di materiale e l’85% è stato recuperato direttamente dai consorziati, evitando che 250 tonnellate di materiali finissero in discarica. «Un esempio diretto», sentenzia Flagnani, «di attenzione per l’ecologia da parte degli operatori economici». Carta, plastica, vetro, e metalli, con le relative valorizzazioni, hanno permesso ai consorziati di recuperare circa 9mila euro, ovvero il 15% del costo totale.

«Al contrario, per il Comune», aggiunge il Coba, «il conferimento della plastica avviene con un pagamento di circa 54 euro/tonnellata, in parte recuperati con i successivi contributi Conai che complessivamente si prevedono di 240mila euro, ovvero meno del 2% del totale costo della raccolta e smaltimento dei rifiuti comunale. Per il Coba ogni tonnellata di plastica vale 170 euro, 30 euro una tonnellata di carta, 10 euro una tonnellata di vetro e 80 ogni tonnellata di metalli, mentre il Comune paga per il conferimento 15 euro circa per il vetro e zero per la carta. È assodato che è possibile per un operatore economico rinunciare al servizio di raccolta che prevede il proprio Comune e avvalersi di altra ditta autorizzata per auto smaltire e recuperare i materiali che produce».

Margherita Totaro

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