Giunta, primo giorno di lavoro D’Alberto: «Scelte collegiali»

20 Luglio 2018

Il sindaco riunisce la squadra e detta le regole operative: piena collaborazione con dirigenti e uffici  In maggioranza però restano malumori per le nomine. Lettera aperta di Bartolini: «Non sono deluso»

TERAMO. La giunta si mette al lavoro. Superato lo scoglio del primo consiglio comunale, con malumori sottotraccia per gli incarichi assegnati, il sindaco Gianguido D’Alberto ha riunito i sette assessori per una prima ricognizione sulle questioni da affrontare nell’immediato. Nel corso della riunione sono state anche definite le modalità operative che caratterizzeranno l’attività della giunta. D’Alberto in particolare ha sottolineato la collegialità della squadra che ha chiamato al suo fianco, evidenziando l’importanza della stretta collaborazione con dirigenti e personale del Comune.
Sul fronte dei rapporti interni alla maggioranza dopo le nomine degli assessori, arriva la presa di posizione di Flavio Bartolini. Il consigliere del Pd si rivolge con una lettera aperta a D’Alberto che definisce «mio grande sindaco» dal quale durante il consiglio di martedì ha ricevuto il ringraziamento pubblico per il passo indietro fatto in occasione della formazione della giunta. Su questo focalizza la sua attenzione Bartolini. «Tu sai che io non ho fatto nessun passo indietro per il semplice motivo che non ne avevo fatto uno avanti», afferma. Nessuna pretesa, insomma, ance se «certo, ti confesso, mi sarebbe piaciuto fare quel passo avanti per entrare in una tua giunta se tu me lo avessi chiesto», prosegue il consigliere, «così non è stato ma per questo non mi sento deluso ne tanto meno ho espresso mugugni al riguardo».
Bartolini non nega comunque che gli sarebbe piaciuto diventare assessore in una squadra «pensata e costruita insieme nel corso di una riunione da te convocata tra tutti i consiglieri eletti delle quattro liste». Avrebbe gradito che «in modo diretto, chiaro e trasparente, in quella riunione tu avessi ritenuto di chiedere a tutti di offrire la propria disponibilità a lavorare per il Cambiamento della città proponendoci un patto di lealtà che avesse contemplato di condividere l' idea di costituire una giunta composta per i primi due anni da consiglieri con già qualche esperienza di aula». Nei successivi tre ci sarebbe stato spazio per i giovani e gli esordienti. «Solo tu, con l'onestà intellettuale e l' autorevolezza che tutti ti riconoscono, avresti potuto azzardare di proporci una staffetta programmata», insiste Bartolini, «un’idea di Cambiamento non solo procedurale ma anche sostanziale». Non è andata così. «Avresti in questo modo fatto meglio di come hai fatto? È stato un grave errore da parte tua? È tutto perso? Certo che no», osserva il consigliere, «forse si è persa solo un’importante occasione per partire tutti insieme per il cambiamento con un programmato e condiviso percorso comune e la certezza dell'appagamento delle legittime aspettative di tutti». Ci saranno altre occasioni che non andranno sprecate. «Io da parte mia ti sarò a fianco fino alla fine con la stima, la lealtà e l' affetto di sempre», conclude Bartolini, «la stessa di quando insieme sui banchi dell'ultima consiliatura contavamo insieme chi avesse potuto sostenere una tua eventuale candidatura che io sognavo più di te».
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