Gran Sasso, via a 21 perforazioni per i lavori di messa in sicurezza

Pronto il progetto per i sondaggi geologici interni ed esterni alle gallerie, serve il nulla osta regionale: «Scelta attenta delle aree per i controlli, nessun disturbo né effetti negativi per il contesto naturale»
TERAMO. Altri buchi sul Gran Sasso e nuove polemiche sulla difesa dell’acqua e dell’ambiente. Ha preso il via con questi presupposti la procedura per realizzare sondaggi geologici nell’area montana interessata al mega intervento di messa sicurezza del sistema complesso che tiene insieme acquifero, laboratori di fisica nucleare e tunnel dell’autostrada A24. Sul sito internet della Regione è stato pubblicato il piano che prevede 21 perforazioni finalizzate a raccogliere elementi utili alla progettazione delle opere da realizzare. A presentarlo è stato il commissario per la messa in sicurezza del Gran Sasso Pierluigi Caputi allo scopo di ottenere la cosiddetta Vinca (valutazione di incidenza ambientale) da parte dell’apposita commissione regionale. Nell’intestazione del progetto viene sintetizzata l’iniziativa indicandone l’obiettivo.
«Al fine di poter sviluppare il Ptfe (il piano di fattibilità tecnico-economica ndr) dell’intervento di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso è necessario eseguire uno studio geologico-idrogeologico per definire una soluzione progettuale di captazione delle acque che non determini effetti negativi sulla dotazione idropotabile e sulle qualità della risorsa», si legge nel testo, «allo stesso modo si è predisposta la relazione di incidenza (fase II di Vinca) per verificare l’assenza di incidenza negativa e significativa sui siti Natura 2000 presenti e interessati». Il documento è dunque incentrato su «studi geologici-idrogeologici e sull’esecuzione di indagini propedeutiche allo sviluppo della successiva progettazione: sondaggi geognostici, prospezioni geofisiche e attività di monitoraggio. In particolare, saranno oggetto di specifica valutazione i sondaggi geognostici per i quali si prevede la realizzazione di perforazioni interne ed esterne alla galleria Gran Sasso che andranno a intercettare la risorsa acqua. L’ambito di intervento interessa un contesto confinato che, a esclusione della risorsa acqua, di cui il progetto ha finalità specifica di messa in sicurezza, non produce disturbo o potenziali effetti significativi con il contesto naturale che interessa un’area Parco e due siti afferenti alla Rete Natura 2000, questo grazie a un’attenta scelta delle aree di perforazione definita a seguito di sopralluoghi diretti in campo». Le rassicurazioni, però, non convincono gli ambientalisti del Forum H2O che contestano numero e impatto dei buchi. «In particolare 9 dei 15 sondaggi che si vogliono scavare nelle rocce circostanti a partire dalle gallerie autostradali saranno profondi 50 metri e i restanti 6 saranno di 30 metri», afferma l’associazione, «invece due perforazioni esterne saranno addirittura di 320 metri di profondità, una di 310 metri, una da 90 metri e infine due da 70 metri».
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