Hascisc nella carta delle barrette: così la banda riforniva i minorenni

31 Maggio 2024

Appello dei carabinieri: «Genitori, attenti». Intanto torna dal Marocco e si costituisce uno degli indagati Il Riesame accoglie il ricorso per un teramano arrestato: va ai domiciliari con il braccialetto elettronico

TERAMO. Uno scenario che il pm Stefano Giovagnoni nei primi atti dell’inchiesta non ha esitato a definire «altamente preoccupante» proprio per il coinvolgimento di giovanissimi presunti artefici dello spaccio oltre che di giovanissimi consumatori avvicinati davanti alle scuole, da tempo super presidiate.
Un’analisi che trova conferma nel modus operandi del mercato di hascisc nel capoluogo stroncato dai carabinieri nelle scorse settimane: i panetti di droga nascosti con la carta dei dolci, in particolare di barrette di cioccolato tra le più consumate dai ragazzini. Perché lo spaccio cambia volto e il mercato si modifica, a cominciare dai canali di vendita sulle piattaforme online. Obiettivo di investigatori e inquirenti, che lanciano un appello ai genitori per una maggiore attenzione ai giovanissimi, resta quello di ricostruire ogni dettaglio della la fitta rete di collegamenti che, secondo l’accusa, ormai da tempo faceva da sfondo alla cessione di sostanza stupefacente in varie zone della città: piazzetta del Sole, lungofiume Vezzola, piazza Garibaldi, giardini di piazza Nassyria, piazzale San Francesco.
Intanto nella serata di mercoledì un cittadino marocchino destinatario di una delle ordinanze di custodia cautelare emesse nei giorni scorsi e non presente in Italia al momento dell’ esecuzione dei provvedimenti è rientrato dal Marocco e si è costituito ai carabinieri appena arrivato a Fiumicino.
Con lui sale a 12 il numero delle misure cautelari eseguite e scende a tre il numero dei ricercati. E nella giornata di ieri il Tribunale del Riesame, in accoglimento del ricorso della difesa, ha disposto la scarcerazione e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per uno dei teramani arrestati: si tratta del 19enne Andrea Giuseppe Ferrajolo assistito dall’avvocato Nello Di Sabatino. Nei giorni scorsi lo stesso tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza per il 21enne Mattia Fiori assistito dall’avvocato Caterina Lettieri.
Nei prossimi giorni sono in programma udienze per altri ricorsi. Decine le intercettazioni telefoniche e ambientali finite nell’inchiesta: a scandire le meticolose indagini dei carabinieri della compagnia di Teramo anche centinaia di immagini che hanno immortalato le decine e decine di cessioni che avvenivano dopo contatti sulle piattaforme social e con la parola d’ordine “Caffè”. Per la Procura teramana era il ruolo di alcuni minorenni a fare la differenza. Secondo l’accusa – tutta ancora da dimostrare in un eventuale processo – erano loro ad acquistare la droga, in alcuni casi da cittadini marocchini, per poi venderla ad alcuni nordafricani per il successivo spaccio al minuto soprattutto nella zona del lungofiume Vezzola. Ed è proprio dall’arresto di un altro minorenne, che nel marzo dell’anno scorso venne sorpreso con quasi seicento grammi di hascisc, che sono partiti i primi accertamenti. A destare i sospetti proprio il maxi quantitativo trovato in suo possesso.
A questo si sono aggiunte le indagini avviate anche a seguito di controlli scattati in prossimità di numerosi edifici scolastici del capoluogo. E nel corso dell’anno scorso, in particolare tra marzo e ottobre, ci sono stati dieci arresti in flagranza. Complessivamente, dall’anno scorso a oggi, oltre sei chili di hascisc sequestrati. Nel giro anche cocaina, ma in misura notevolmente ridotta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA