I giudici sulla condanna a 25 anni: «Il figlio voleva uccidere il padre»

6 Settembre 2022

L’architetto Giuseppe Di Martino accusato di aver strozzato il genitore durante una violenta lite «Aveva bloccato la vittima a terra. Avrebbe potuto fermarsi, ma non ci fu ripensamento»

TERAMO. Nessuna premeditazione, ma in quella drammatica lite ci fu la volontà di uccidere. È la dinamica di un omicidio volontario quella che i giudici di primo grado mettono nero su bianco nelle motivazioni della condanna a 25 anni per Giuseppe Di Martino, il 48enne architetto accusato di aver ucciso il 73enne papà Giovanni al termine di un violento litigio scoppiato nella casa di Silvi nella notte tra il 13 e il 14 giugno 2019. «La condotta complessivamente posta in essere dall’imputato», si legge nelle motivazioni della Corte d’assise (presidente Flavio Conciatori, a latere Francesco Ferretti giudice estensore), «evidenzia una incontrovertibile determinazione da parte di Giuseppe Di Martino, seppure verosimilmente insorta o quantomeno notevolmente rafforzatasi al momento dello scontro fisico con il padre, che non lascia dubbi sulla sussistenza della volontà omicida».
Con un particolare, secondo i magistrati, a sottolineare la volontarietà dell’azione: «In tale contesto non si rinviene alcuna valida ragione, diversa da un ostinato intento omicida, affinchè un 45enne con una possente struttura fisica, debba pervicacemente tentare ed infine imprimere una potente costrizione al collo, fino a fratturare i corni tiroidei superiori, nei confronti di un 73enne, già costretto a terra in precarie condizioni fisiche, per un tempo (infinito) di almeno 4-5 minuti, mollando la presa solo quando ormai troppo tardi o addirittura in seguito al sopraggiungere della morte».
Nel corso delle complesse indagini preliminari (prima) e nell’istruttoria dibattimentale (dopo), la Procura (pm Enrica Medori) ha sempre sostenuto la morte per strozzamento, mentre la difesa (rappresentata dall’avvocato Marco Pierdonati) quella conseguenza di una caduta accidentale durante la lite scoppiata dopo che il figlio era intervenuto a difesa della mamma che quella sera era in partenza per lasciare definitivamente il coniuge. Anche per i giudici, che in istruttoria hanno disposto una perizia medico-legale, è stata una morte per strozzamento. «A carico della vittima», scrivono nelle motivazioni, «vi fu, con certezza, una costrizione meccanica intensa alla regione del collo». Secondo i magistrati il figlio se avesse voluto avrebbe potuto fermarsi. «La stretta letale al collo», si legge a questo proposito nelle motivazioni, «evidenzia l’assenza di qualsiasi ripensamento da parte dell’imputato e una particolare determinazione del medesimo nel portare a termine la condotta omicida, nonostante questi avesse il pieno dominio della situazione e disponesse di un ampio intervallo per poter recedere, in qualsiasi momento, dal proprio proposito criminale, onde preservare la vita al povero genitore». Nella sua arringa il pm aveva chiesto una condanna a 24 anni e così la Corte motiva quella a 25: «Ritiene la Corte di doversi discostare dal minimo edittale, pari ad anni 21 di reclusione, con irrogazione di una pena leggermente superiore alla richiesta (di anni 24) formulata dal pm tenuto conto della particolare ostinazione e dell’accanimento dell’imputato nell’infierire sul corpo dell’anziano genitore, considerato che quest’ultimo, al momento della stretta mortale al collo, era già stato più volte scaraventato a terra ed aveva riportato plurime lesioni alla testa, alla colonna vertebrale e alle costole». I giudici hanno disposto la trasmissione della sentenza alla Procura per la contestazione ad Anna Ramogida, mamma dell’imputato e moglie della vittima, unica testimone dei fatti, l’ipotesi di reato di reticenza. «La Ramogida», scrivono,«in sede di deposizione testimoniale, non ha reso alcuna risposta alla precisa domanda, postagli dal presidente, in ordine alle attività svolte con l’imputato dal momento del massaggio cardiaco, che Giuseppe aveva praticato al padre, fino alla partenza per l’ospedale».
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