I mercatini dell’estate ad Alba saranno affidati senza bando
ALBA ADRIATICA. «I mercatini estivi di Alba Adriatica saranno affidati senza bando e solo a Confcommercio e Confesercenti». Lo conferma l’assessore al commercio Paolo Cichetti, che dribbla le...
ALBA ADRIATICA. «I mercatini estivi di Alba Adriatica saranno affidati senza bando e solo a Confcommercio e Confesercenti». Lo conferma l’assessore al commercio Paolo Cichetti, che dribbla le polemiche che stanno sorgendo sul tema da parte chi è stato escluso e aggiunge: «Non si tratta di una scelta politica della nostra amministrazione, ma solo dell’applicazione della normativa regionale introdotta l’anno scorso».
Cichetti in questi giorni sta lavorando ai nuovi regolamenti comunali sui mercatini, per adeguarli proprio al testo unico sul commercio, ossia la legge regionale 23 del 2018 pubblicata nell’agosto scorso: lo sbarco nel consiglio comunale albense per l’approvazione a livello cittadino delle nuove norme è prevista per le prossime settimane, in tempo per la programmazione estiva. Il tema dei mercatini, però, è materia esplosiva da sempre, ad Alba come nella gran parte delle località turistiche abruzzesi. La stessa amministrazione guidata da Antonietta Casciotti, fin dal suo insediamento nel giugno scorso, si è ritrovata più volte colpita da polemiche sul tema. Per uscirne, Cichetti nel recente passato ha invocato ed effettuato la pubblicazione di bandi per scegliere i soggetti a cui affidare l’organizzazione dei mercatini in base alle offerte pervenute. Ora, però, questa modalità non sarebbe più necessaria, visto che, a suo dire, la rosa dei candidati si è ridotta giocoforza a due sigle e l’affidamento può avvenire direttamente cercando accordi o collaborazioni tra loro. Confcommercio e Confesercenti, secondo Cichetti, sarebbero le uniche ad avere i requisiti imposti dalla legge regionale, che nell’articolo 81, individua come possibili organizzatrici di mercatini le «associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative per il commercio su aree pubbliche, le associazioni maggiormente rappresentative per il settore del commercio su aree pubbliche a livello regionale, firmatarie del contratto collettivo nazionale del lavoro».
La risposta, già fornita privatamente da Cichetti ad alcune sigle locali, non è comunque piaciuta a chi è rimasto escluso. A mostrare forti segnali di malumore, non ancora emersi pubblicamente, è soprattutto il mondo dell’artigianato, che sembra intenzionato a dare battaglia sul tema.
Luca Tomassoni
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