Ici e Imu non pagate dalle società Beccaceci deve 350mila euro

È la somma chiesta dal Comune per l’intervento sull’ex Sadam, ma l’impresa ricorre in Cassazione per tentare di ribaltare i pronunciamenti delle commissioni tributarie provinciale e regionale
GIULIANOVA. Valanga di ricorsi sulle ingiunzioni di pagamento inviate dal Comune a diverse società per il pagamento di Imu e Ici degli anni passati. La somma più consistente, di quasi 350mila euro, l’ente deve riceverla dalla società Mare blu spa, ex Giulianova sky line spa, che non ha ancora saldato i debiti Imu 2012 e Ici 2011 inerenti all’area dell’ex Sadam.
Sulla questione pende ora il ricorso in Cassazione della società, dopo che la commissione tributaria provinciale e quella regionale avevano dato ragione al Comune. La Mare blu, nuovo nome della Giulianova sky line del Beccaceci group, dal 2012 è alle prese con la riqualificazione dell’area dell’ex Sadam, in via Trieste. La battaglia legale, finita in Cassazione per il ricorso presentato dalla Mare blu, va avanti dal dicembre 2014. Il Comune, infatti, ha emesso l’avviso il 22 dicembre, poi notificato il 7 gennaio 2015. La società, però, ha impugnato l’avviso, costituendosi in giudizio e depositando controdeduzioni alla commissione tributaria di Teramo il 30 aprile 2015. La commissione tributaria provinciale si è pronunciata, un mese più tardi, a favore del Comune, rigettando il ricorso del contribuente, che è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio, pari a 2mila euro.
La Mare blu però, ha fatto ricorso alla commissione tributaria regionale e anche in quel caso il Comune si è costituito in giudizio. Ad aprile 2016, l’organismo che ha sede all’Aquila la ha dato ragione all’ente giuliese, condannando la società inadempiente a pagare le spese di giudizio, pari a 2.400 euro. Non soddisfatta del giudizio la ricorrente si è rivolta alla Cassazione. Per far valere le proprie ragioni il Comune si è affidato all’avvocato Ferdinando D’Amario, con studio legale all’Aquila. La Mare blu, dal 2012, ha terminato solo il primo lotto dei lavori nell’ex Sadam, realizzando tre palazzine. «Trattandosi di area edificabile», ha spiegato Fabio Ruffini, assessore all’urbanistica, «Imu e Ici vanno pagate a prescindere dal fatto di aver costruito o meno».
In ballo, adesso, c’è anche la realizzazione del teatro. La società, infatti, sarebbe disposta a rinunciare alla costruzione del palazzo di 30 metri, che sarebbe dovuto diventare un albergo, per iniziare fin da subito la costruzione della struttura da destinare a spettacoli, abbattendo l’ex fabbrica. Anche la Costruzioni Azzurra srl ha presentato ricorso in Cassazione contro il pagamento dell’Ici 2009-2010 ammontante a poco più di 14mila euro mentre la società Chiola Angelo srl ha fatto ricorso a un decreto ingiuntivo di 18mila euro per mancato pagamento dei lavori di urbanizzazione di lotti privati nell’ambito del contratto di quartiere Annunziata.
Margherita Totaro
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