Il Covid è in ritirata, gli ospedali verso il ritorno alla normalità

A giorni chiuderanno i reparti di Atri, dove sono rimasti soltanto sette pazienti contagiati Crollo verticale dei nuovi casi nell’ultimo mese, dipende anche dal minor numero di tamponi
TERAMO. Il Covid batte in ritirata anche in provincia di Teramo, territorio che – secondo le statistiche nazionali – in questa primavera ha continuato a essere tra i più colpiti in Italia: il calo dei contagi è molto marcato da più di un mese, sono in lenta ma costante diminuzione anche i ricoveri e i vertici Asl sperano di riportare presto l’assetto degli ospedali alla normalità, a cominciare dal presidio di Atri nel quale i pazienti contagiati ormai da giorni sono sotto la decina.
CROLLANO I CONTAGI
L’ultima settimana nella quale i nuovi casi di Covid sono stati più della precedente è stata quella dal 18 al 24 aprile, che secondo i report regionali ha visto 3.462 nuovi contagiati nel Teramano (+309). Il calo è cominciato tra il 25 aprile e il 1° maggio (3.030 nuovi casi, -432) ed è proseguito per tutto il mese che si è concluso ieri. Tra il 2 e l’8 maggio si sono registrati 2.398 casi (-632), tra il 9 e il 15 1.932 casi (-466), tra il 16 e il 22 1.315 (-617), tra il 23 e il 29 900 (-415). Gli ultimi due giorni del mese hanno visto dati più bassi di quelli del lunedì e martedì della settimana scorsa, quindi in linea con la tendenza al ribasso. Va sottolineato che quella di Teramo è stata fino al mese scorso una delle Asl che ha fatto più tamponi, il che spiega i dati che per mesi hanno dato la provincia come una di quelle con più alta incidenza del Covid. Ora non è più così: anche a Teramo i tamponi si fanno solo dove c’è il sintomo.
RICOVERI, ATRI SI SVUOTA
Ieri i ricoverati Covid in provincia erano 59: 34 in ospedale, sette ad Atri e il resto a Teramo, e 25 in via di guarigione nella Rsa di Giulianova. «Vista la situazione», dice il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, «ho dato disposizione alla direzione sanitaria di chiudere il reparto Covid di Atri. Il San Liberatore, dunque, appena espletate le procedure tornerà al suo assetto pre-pandemia». A proposito dei numeri su ricoveri e decessi, va ribadito quanto detto più volte negli ultimi mesi: ormai da tempo quasi tutti i ricoverati nei reparti Covid sono semplicemente positivi al virus finiti in ospedale per altre patologie e non contraggono polmoniti Covid, anche se ultimamente si è notato un aumento di polmoniti batteriche in pazienti negativi ma che avevano contratto il virus in precedenza. In ogni caso, per tornare alla normale assistenza ospedaliera, l’Agenzia sanitaria regionale ha diramato delle nuove linee guida secondo le quali chi ha altre patologie e si positivizza in ospedale resta, ovviamente utilizzando degli accorgimenti, nel reparto nel quale era entrato.
VACCINI IN DUE PUNTI
Sembra far parte di un passato remoto, ma la campagna vaccinale comunque prosegue. Sono rimasti aperti solo due centri vaccinali, a Teramo e a Giulianova, per immunizzare i profughi ucraini ed effettuare le quarte dosi. Fino a fine luglio saranno ancora al lavoro dieci dei medici inviati dal commissario Figliuolo.
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