Il ricordo dei tanti amici: l’avventura era la sua vita

Dopo il diploma Isef per anni aveva insegnato nuoto con la Rosetana di Celommi: «L’ultima volta era tornato a ottobre, era capace di camminare 10 ore al giorno»
ROSETO. Una persona dall’animo buono, sempre disposta a dare una mano agli altri e sempre pronta a fare nuove conoscenze, amante della natura.
È questo il ritratto di Antonio Straccialini, per tutti Tonino. Viveva all’estero, ma come ricordano molti suoi amici non perdeva occasione di tornare nella sua Roseto,a che per qualche giorno, a salutare la famiglia e gli amici. L’ultima volta c’era stato nel mese di ottobre.
Franca Cornice, postina e per tanti anni istruttrice di nuoto, ha condiviso con lui gli anni dell’università all’Aquila e il lavoro in piscina. «Era più di un amico», dice Cornice, «era uno di famiglia. Prima gli anni universitari e poi l’ho ritrovato in piscina. Insieme abbiamo accompagnato le rappresentative abruzzesi della pre-agonistica alle finali nazionali di nuoto. Pochi giorni dopo il mio matrimonio, al quale ovviamente era presente, è partito per l’Australia. Quando tornava a Roseto veniva all’ufficio postale a trovarmi perché sapeva che lavoravo lì. Era una persona speciale».
Nel 1999, poco prima della sua partenza, si ritrovò con Franca Cornice vicino a Bud Spencer in occasione di festival cinematografico “Roseto Opera Prima”. «Eravamo lì», ricorda Cornice, «perché ci fu anche il coinvolgimento della Rosetana Nuoto, visto che Bud Spencer è stato anche un nuotatore, il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 metri stile libero, e nell’occasione fu premiato». Anche Silvio Celommi, figlio del compianto Peppe Celommi, ricorda la bontà di Straccialini. «È stato uno dei primi allenatori della grande famiglia della Rosetana Nuoto», afferma Celommi, «e mi ricordo quando io ero piccolo e lui ci accompagnava alle finali nazionali. Antonio era uno spirito libero, e ogni volta che tornava a Roseto veniva al lido a trovare papà con il quale aveva un legame speciale».
Frequentava spesso il lido Paranzella dove c’erano i suoi amici storici, Ernesto Mariani, Angelo Pace, Claudio Tritella, Renato Tassoni e Attilio Verrigni. «Siamo stati spesso insieme», racconta Verrigni, «a Roseto e nelle vacanze. In occasione delle 24 ore di camminata a Roseto io l’ho accompagnato con la bici, e a 20 anni andammo a Oslo in Norvegia con il treno, 40 ore di viaggio, a tratti anche in piedi. Lui aveva già questo spirito di avventura. Io e gli altri amici gli dicevamo sempre di fare delle riprese nei suoi innumerevoli viaggi,e magari da anziano andare in qualche programma e raccontare la sua storia. Ad Antonio però non interessava questo, ma amava semplicemente viaggiare, scoprire nuovi posti, conoscere nuove persone e vivere nella natura. L’ho visto l’ultima volta a ottobre, sempre in perfetta forma nonostante gli anni. Mi ha detto che camminava 10 ore al giorno».
Un’altra grande amica, Monia Petraccia, ha vissuto con lui in Australia per diversi mesi nel 2007 e conserva tanti ricordi di quell’amicizia. «Già nel 2006 ero andata in Australia», racconta la donna, «all’epoca eravamo grandi amici. Mi ha scosso la sua scomparsa. E’ stata la persona più buona che abbia mai incontrato, mai una parola fuori posto».
Tanti i messaggi di cordoglio sui social inondati dai ricordi. Come quello di Bruno Del Governatore: «Ciao Toní, vero esploratore del nuovo millennio, ci lasci facendo la cosa che più amavi e soprattutto clamorosamente alla tua maniera».
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