Il sindaco: «L’autoporto deve diventare una zona artigianale»

Nugnes chiede alla Regione di sbloccare l’insediamento delle nuove aziende e di affidare l’area in gestione al Comune. Sui contenziosi con le imprese già attive si pensa a una transazione
ROSETO. «Nelle prossime settimane incontreremo il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Umberto D’Annuntiis per vedere le intenzioni della Regione in merito alla manifestazione di interesse di insediamento espressa da sette aziende. La nostra intenzione è anche quella di chiedere come Comune l'affidamento dell'autoporto per farlo diventare una zona artigianale sullo stile di Castellalto». È l'obiettivo a breve termine del sindaco Mario Nugnes per cercare di sviluppare una zona come quella dell’autoporto, vicino all’uscita autostradale di Roseto, in parte abbandonato da diversi anni.
Nella precedente amministrazione guidata da Sabatino Di Girolamo diverse aziende, tra le quali “Giaro componenti srl”, “Italtrasporti” e “Ambiente 2000”, hanno espresso l’intenzione di insediare le loro attività all’interno dei nove ettari dell’autoporto, ma attualmente la zona risulta ancora agricola e la Regione Abruzzo, con una legge regionale, dovrebbe riconvertirla a zona produttiva come è già accaduto a Castellalto e a Vasto. «La Regione ora», precisa Nugnes, «deve valutare come fare il bando per l’insediamento delle aziende, ovvero se caricare sulle spalle delle aziende anche i lavori di messa in sicurezza della zona oppure provvedere direttamente come Regione a questi lavori e poi fare il bando».
C’è inoltre il discorso dei contenziosi tra il Comune di Roseto e le aziende già insediate in parte della zona dell’autoporto. Nel 2005, infatti, il Comune concesse dei lotti ad alcuni imprenditori per far insediare le loro attività, e gli imprenditori pagarono una somma all’ente che però, pochi anni più tardi, è risultata al di sotto del reale costo dell’esproprio. Il Comune così ha dovuto pagare sei milioni, riconoscendo un debito fuori bilancio, per l’esproprio ai proprietari dei terreni, Garzia Civico Petrilli e Pasquale Boccabella, e per il pareggio di bilancio è stato costretto a rivalersi sui malcapitati imprenditori che in questi anni, grazie ai soldi ancora non versati, hanno dato lavoro a diverse persone. «Su questi contenziosi», commenta Nugnes, «stiamo valutando il da farsi per trovare una soluzione bonaria».
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