Il terreno cede, progetto da rifare Si allungano i lavori per il ponte

9 Maggio 2022

Slitta la riconsegna dell’opera su Fosso Canale, intervento fermo dopo la realizzazione della corsia nord Si viaggia a senso unico alternato e si creano già lunghe file di auto, timori per l’arrivo della stagione estiva

ROSETO. Preccupa, e non poco, la situazione del ponte sul Fosso Canale a San Giovanni, dove i lavori sono fermi ormai da oltre un mese e, secondo la nuova ordinanza del 6 maggio, non termineranno prima del 5 agosto.
Dopo la realizzazione della corsia nord, infatti, l’impresa ha smesso di lavorare a causa di un problema di cedimento del terreno. L’Anas, dunque, dopo aver effettuato sondaggi geotecnici, è stata costretta a modificare il progetto e ora, prima di realizzare l’altra corsia, dovranno essere inseriti nel terreno dei micropali di fondazione per garantirne la stabilità. «Alcuni giorni fa abbiamo fatto un sopralluogo sul posto con l’ingegnere Davide Ricci e l’impresa», dice il sindaco Mario Nugnes, «bisogna attendere l’arrivo di questi micropali. Noi come amministrazione continueremo a stare in stretto contatto con Anas e impresa affinché i lavori riprendano al più presto».
Secondo il cronoprogramma evidenziato nel cartello di cantiere, l’intervento avrebbe dovuto essere concluso in un primo momento il 1° novembre 2021, ma con i ritardi dovuti anche al mancato arrivo dei materiali (un problema che ha colpito molti cantieri pubblici e privati) si sperava che potessero concludersi entro fine maggio. C’è infatti il senso unico alternato regolato con il semaforo, e in alcune ore della giornata le file di mezzi risultano davvero lunghe. Con l’arrivo dell’estate il traffico raddoppia, e l’uscita dell’autostrada è a pochi metri dal ponte, per cui la situazione diventerà ancor più critica, in particolare nei fine settimana. L’intervento, per un importo complessivo di circa 775mila euro, prevede un adeguamento del piano altimetrico della statale 150 a monte e a valle del ponte, oltre al suo allargamento. Sono previste anche nuove barriere di sicurezza e un impianto di illuminazione che si collegherà a quello della rotatoria nei pressi dell’autoporto, a pochi metri dal ponte. E’ un lavoro indispensabile per la sicurezza della viabilità, visto che costituisce il primo ingresso di Roseto, ma che oggi di fatto è una strettoia pericolosa e poco consona a una città di quasi 26mila abitanti. Del suo allargamento, in realtà, se ne parla da diversi anni e, in precedenza, avrebbe dovuto realizzarlo la Provincia. Tre anni e mezzo fa, però, il progetto dalla Provincia, che non aveva i fondi per realizzarlo, passò all'Anas, che se ne fece carico rimodulandolo.
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