Illecito sportivo in Savona-Teramo L’inchiesta penale spostata a Rimini

20 Gennaio 2020

Accolta l’eccezione di incompetenza territoriale chiesta da Di Giuseppe, Di Nicola e Campitelli Dopo cinque anni dalla revoca della serie B e varie squalifiche, il processo deve ancora iniziare

TERAMO. La giustizia sportiva da tempo ha emesso i suoi verdetti con la revoca della promozione in serie B del Teramo calcio e varie squalifiche.
Ma quella penale è un treno in perenne ritardo e così a cinque anni dalla presunta combine di Savona-Teramo, filone abruzzese dell’inchiesta Dirty Soccer partita da Catanzaro ma ben presto estesa a gran parte dell’Italia per raccontare un’altra pagina nera del calcioscommesse, il fascicolo giudiziario finisce a Rimini. Così ha deciso di recente il gip di Savona sostenendo l’incompetenza territoriale per Marcello Di Giuseppe, ex direttore sportivo del Teramo calcio, e Ercole Di Nicola, ex direttore sportivo dell’Aquila calcio (entrambi assistiti dall’avvocato Libera D’Amelio). Con loro, per il filone teramano, anche l’ex presidente del Teramo Luciano Campitelli. A cinque anni dai fatti, dunque, sarà il gip del tribunale di Rimini a stabilire se i tre dovranno essere sottoposti a un processo o se disporre il non luogo a procedere. Prescrizione permettendo.
Perché il fascicolo è passato al tribunale di Rimini? Il provvedimento del gip di Savona segue di fatto quello già adottato dal collega di Catanzaro che ha ritenuto di accogliere l’eccezione presentata all’epoca dalle varie difese degli imputati dell’inchiesta madre e riguardante il reato più grave contestato, ovvero l’associazione per delinquere (in questo caso contestato solo a Di Nicola) di competenza del tribunale di Rimini. Va detto che già in quella precedente occasione lo stralcio sulla presunta combine di Savona- Teramo, sempre in accoglimento di una eccezione della difesa, era passato a Savona. Da qui l’ulteriore e recente spostamento.
L'operazione Dirty Soccer era scattata nel maggio del 2015 e aveva portato all'arresto di 50 persone e a 70 indagati. Per la Dda di Catanzaro sarebbe stata organizzata una serie di combine di partite di calcio dei campionati di Lega Pro e Lega D nella stagione 2014-15.
Dell'organizzazione avrebbero fatto parte giocatori, allenatori e direttori sportivi che avrebbero alterato i risultati di alcuni match con lo scopo di realizzare vincite attraverso il sistema delle scommesse. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dagli investigatori, sarebbe stato di 30mila euro il prezzo della presunta combine organizzata per truccare la partita di calcio Savona-Teramo disputata nel maggio del 2015 nell'ambito del campionato di Lega Pro, che aveva permesso al Teramo calcio di ottenere la promozione in serie B con una giornata di anticipo. Accuse sempre respinte dagli indagati.
Al di là delle eventuali responsabilità penali che dovranno essere accertate dall’autorità giudiziaria, a raccontare per sempre quei giorni resterà l’amarezza di tanti tifosi teramani rimasti senza il sogno della serie B.
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