Impianti sportivi, i nuovi gestori potranno tenerli per vent’anni

La maggioranza approva affidamenti ai privati con la formula “10+10” tra le proteste di Italia Viva L’opposizione esce dall’aula e dà battaglia anche sulle assunzioni, seduta sospesa per la tensione
TERAMO. Passa in consiglio comunale l'emendamento firmato dal consigliere Piergiorgio Passerini sugli affidamenti delle gestioni degli impianti sportivi. L'assessore Sara Falini lo ha presentato così: «Puntiamo a una gestione manageriale dell'impiantistica sportiva, una concessione privata ai gestori che premierà l'impegno per una valorizzazione assoluta di ogni impianto. Vogliamo dare possibilità di proroga di 10 anni, oltre ai 10 anni di concessione già previsti, per alcuni impianti sportivi storici della nostra città. Parliamo del bocciodromo di Villa Mosca, del campo di calcio e della pista di pattinaggio dell'Acquaviva, del campo di calcio di Piano della Lenta e del circolo tennis. Oltre ovviamente al Pala Scapriano che già usufruiva della concessione 10+10».
Le parole dell'assessore sono state seguite dalle proteste dei due consiglieri di Italia Viva, Flavio Bartolini e Giovanni Luzii, che hanno criticato la scelta di affidare le gestioni seguendo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. «La gestione degli impianti sportivi non può essere un mero atto economico, ma è soprattutto politico», ha affermato Bartolini, «lo sport è il simbolo del benessere di una città, il termometro con cui misurare la qualità di vita della stessa. Affidarsi al solo criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa – dimenticando altri parametri quali la passione, l'impegno, la storicità di un’associazione – ci fa capire che a questa amministrazione importa assai poco della questione sportiva. Quali garanzie abbiamo che queste strutture non vengano prese da speculatori economicamente adeguati ma sprovvisti di impegno e passione sportiva?». «Vorrei ricordare a questa giunta che si professa di sinistra», ha aggiunto polemicamente Luzii, «che all'interno di alcune società che gestiscono gli impianti operano decine e decine di lavoratori. Vogliamo davvero rischiare tutti questi posti di lavoro solo a fronte di proposte economicamente più vantaggiose?». Al momento della votazione dei vari punti dell'emendamento, l'intera ala dell'opposizione ha abbandonato polemicamente il consiglio, lasciando di fatto strada spianata alla sua approvazione unanime da parte della maggioranza.
Prima della discussione sull'emendamento Passerini, un altro punto all'ordine del giorno ha infiammato la bagarre politica, ovvero la variazione di bilancio per il piano assunzioni. Presenti all'interno del piano bandi di concorso per più di 50 assunzioni tra vigili urbani, assistenti sociali e amministrativi, ma non ancora quello delle educatrici d'asilo nido. Alle proteste della minoranza ha risposto l'assessore Andrea Core: «In una situazione di emergenza tale queste assunzioni rappresentano un passo avanti notevole. Come più volte abbiamo affermato la questione assunzioni negli asili nido non è dimenticata, ci sarà spazio per tutti i tipi di concorso». Risposta che non è piaciuta all'opposizione. «La maggioranza parla di programmazione in maniera impropria», ha detto Mario Cozzi di Forza Italia, «appena poche settimane fa è stato approvato il bilancio, e ora si porta in consiglio questa variazione. Non possono bastare solo queste assunzioni. Ci sono uffici, come quello Protocollo, bloccati e paralizzati, per non parlare dell'anagrafe che versa in uno stato pietoso». Polemico anche Flavio Bartolini: «Viene rimandata ancora una volta la questione asili nido, che ha urgente bisogno di attenzione politica. L'assessore Core come sempre non risponde alle nostre perplessità ma si limita a fare propaganda elettorale in consiglio». La tensione in aula è stata tale che la seduta è stata sospesa per alcuni minuti. La votazione ha visto poi 21 voti favorevoli alla variazione di bilancio e 9 astenuti, tutti dell'opposizione.
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