In tanti hanno dato l’addio a Giusy con fiori e palloncini

Basciano, un lungo applauso fuori della chiesa di Zampitto ha accolto il feretro della giovane morta sui Monti della Laga
BASCIANO. La piccola chiesa di Zampitto non è riuscita a contenere la folla che ha voluto tributare l’ultimo saluto a Giuseppina Manetta. Più di 300 persone ieri mattina alle 10 hanno partecipato al funerale dell’operaia di Basciano morta sabato scorso a 31 anni cadendo in un dirupo sui monti della Laga durante un’escursione. Molte sono rimaste fuori, sotto un gazebo per ripararsi dal sole.
Il parroco don Battista ha cercato le parole più sagge per cercare di alleviare il dolore del padre Angelo, della madre Franca, della sorella Adele, dei parenti e degli amici. La madre in particolare, in lacrime, non si è voluta separare un attimo dalla bara della figlia: è stata per tutta la funzione seduta accanto al feretro, accarezzando il legno della bara, coperta di fiori bianchi e blu
Il parroco ha invitato tutti i presenti a «condividere il dolore e la sofferenza per la scomparsa di Giusy e a pregare per offrire il sacrificio al Signore perchè l’accolga nella pace e nella gioia del cielo. Affidiamo Giusy al Risorto perchè la introduca alla vita di resurrezione e di grazia». Don Battista si è messo nei panni dei tanti che si sono chiesti il perchè di una morte tanto prematura: «Noi non sappiamo dare una risposta ma sappiamo che Cristo ha preso i giusti per la resurrezione per la vita eterna», ha detto durante l’omelia.
La bara è stata accolta, all’uscita dalla chiesa, da un applauso commosso e dal lancio in aria di palloncini bianchi e celesti. Ognuno dei bambini della vicina scuola ha offerto un fiore alla memoria della giovane. All’uscita la madre, fiaccata dalle tanti notti insonni, compresa la veglia funebre che si era tenuta la notte prima in chiesa, ha avuto un piccolo mancamento. Alla fine il mesto corteo funebre si è avviato verso Montorio, paese natale del padre Angelo, dove sono le spoglie anche del fratello della ragazza, morto giovanissimo anni fa investito in un incidente stradale. (a.f.)
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