Inchiesta sui rifiuti: sotto accusa anche azienda di Ancarano

20 Marzo 2022

ANCARANO. Un presunto traffico illecito di rifiuti nella discarica dell'Alto Bretta ad Ascoli Piceno che coinvolgerebbe a vario titolo alcuni esponenti politici, pubblici amministratori e...

ANCARANO. Un presunto traffico illecito di rifiuti nella discarica dell'Alto Bretta ad Ascoli Piceno che coinvolgerebbe a vario titolo alcuni esponenti politici, pubblici amministratori e appartenenti alle forze dell'ordine dell’Ascolano. Sono le accuse sostenute dalla Procura distrettuale antimafia di Ancona in un'inchiesta coordinata dal pm Paolo Gubinelli. Nei giorni scorsi è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 22 persone e a due società: la Geta srl di Ancarano, gestore del sito, e una di Parma. La Pocura contesta corruzione per esercizio della funzione e di incaricato di pubblico servizio, associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, disastro ambientale, accesso abusivo a banca dati delle forze di polizia, favoreggiamento a rivelazione di segreto d'ufficio.
Nel settembre 2020 il pm chiese misure cautelari (obbligo di dimora e sequestro dei beni) per alcuni degli indagati principali; un'istanza che venne respinta dal gip di Ancona Carlo Masini così come il successivo ricorso al Riesame: in entrambi i pronunciamenti era stata rilevata l'assenza di indizi di colpevolezza.
«Il giudice per le indagini preliminari di Ancona prima ed il Tribunale del Riesame di Ancona poi, circa un anno fa, avevano dimostrato e scritto circa l'infondatezza dell'accusa rigettando le richieste della Procura. Per questo, tale prosecuzione, dopo oltre un anno, lascia dubbi e perplessità» dice l'avvocato Mauro Gionni che assiste Geta srl, «la Geta «dimostrerà la propria innocenza, cosi come lo faranno i suoi dipendenti da accuse infondate e diffamatorie».