Italia Viva, lettera ai 12 sindaci: «Difendiamo insieme l’ospedale»
SANT’OMERO. Italia Viva scrive alle amministrazioni comunali della Val Vibrata invitandole a essere unite nel difendere ruolo e funzione dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero. «Ci sono motivi per...
SANT’OMERO. Italia Viva scrive alle amministrazioni comunali della Val Vibrata invitandole a essere unite nel difendere ruolo e funzione dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero. «Ci sono motivi per intervenire e cercare di rappresentare le aspettative e i diritti dei vibratiani, anche alla luce del taglio del 50% delle unità operative complesse (Uoc) del nostro presidio, che da quattro passeranno a due con il declassamento di Chirurgia generale e Ostetricia Ginecologia. Prendendo spunto nella nostra analisi da dati ufficiali estrapolabili dal portale sanità Regione Abruzzo, oltre che dal documento recentemente prodotto sul riordino della rete ospedaliera che dovrà essere approvato in consiglio regionale, l’ospedale Val Vibrata, tra i 16 “per acuti” operanti nella regione, è nono per numero di posti letto. Per quanto riguarda il volume di attività prodotto, il Val Vibrata scala di un posto risultando ottavo davanti ad Atri e Giulianova, dotati sostanzialmente dello stesso numero di posti letto, e nella stessa posizione di Sulmona che però può contare su 15 posti letto in più. Per numero di accessi al Pronto soccorso di posti ne scaliamo invece due, essendo settimi: secondi, nella nostra provincia, solo a Teramo e nettamente superiori a Sulmona di circa 10mila prestazioni. Con le sole due Uoc assegnategli, il Val Vibrata è solo undicesimo, insieme a Penne e Ortona e prima solo di Castel di Sangro, Popoli e Atessa. In provincia, tra i “piccoli”, Atri conserva le sue quattro Uoc così come Giulianova le precedenti tre. Sulmona, invece se ne vede assegnare ben otto e sarà promosso a dipartimento di emergenza urgenza accettazione di primo livello. A Sulmona “stabilizzeranno” Ostetricia - Ginecologia, nonostante la casistica di 200 parti o poco più l’anno, confermandone la Uoc che invece viene tolta a Sant’Omero con i suoi 750 parti l’anno». (a.d.p.)

