L’accusa a Naselli: «Nel suo ufficio le carte di un’azienda collusa»

21 Dicembre 2019

Spuntano rivelazioni sull’ufficiale dalle migliaia di pagine dell’ordinanza di custodia cautelare  L’ex comandante provinciale dei carabinieri lunedì potrebbe essere interrogato nel carcere militare

TERAMO. Per il momento ci sono le migliaia di pagine dell’ordinanza di custodia cautelare a scandire la cronaca. Quella che all’alba di giovedì ha portato in carcere l’ex comandante provinciale dei carabinieri Giorgio Naselli arrestato con le pesanti accuse di rivelazione di segreto d’ufficio e associazione di stampo mafioso nel maxi blitz contro la ’ndrangheta con 334 della Procura di Catanzano guidata da Nicola Gratteri. Naselli è accusato di aver rivelato indagini all’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, considerato uomo di fiducia del boss Luigi Mancuso.
Tra i tre episodi contestati al militare, nell’ordinanza si fa particolare riferimento a un suo interessamento ad alcuni accertamenti avviati dalla prefettura teramana su un’azienda riferita ad una società di Gioia Tauro con collegamenti alla ’ndrangheta e la cui documentazione sarebbe stata trovata nell’ufficio del militare. Scrive il gip Barbara Saccà: «il Naselli, su richiesta del Pittelli si interessava della vicenda esaminando una "pratica" relativa alla ''M.C. Metalli S.R.L.'', pendente presso la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Teramo, e la cui documentazione risultava altresì detenuta presso il suo ufficio, rivelando quali erano le criticità, oggetto delle verifiche in corso coperte dal segreto istruttorio». Lo stesso gip aggiunge che «in violazione dei principi di buon andamento ed imparzialità della Pa, nonché in violazione del segreto istruttorio», Pittelli e Naselli «intenzionalmente procuravano a Delfino un ingiusto vantaggio patrimoniale, concertando preventivamente le modalità e tempi di intervento per la definizione della «pratica pendente dinanzi alla Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Teramo».
Si tratta di fatti che l’autorità giudiziaria riferisce al periodo in cui Naselli era ancora alla guida del comando provinciale teramano lasciato nel mese di ottobre di quest’anno per diventare vice comandante del gruppo sportivo dei carabinieri di Roma. Un rapporto quello tra Pittelli e Naselli, tarantino di nascita, che sarebbe nato e consolidato negli anni in cui il militare è stato alla guida del reparto operativo dell’Arma di Catanzaro. Naselli, detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere e assistito dall’avvocato Gennaro Lettieri, già lunedì potrebbe comparire davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia.
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