L’effetto sisma allontana la crisi in Comune Il sindaco resta in sella, rimpasto in arrivo

L’emergenza terremoto ha cambiato l’agenda politica in Comune. Gli effetti sulla maggioranza e sulla stabilità del sindaco Maurizio Brucchi sono stati opposti a quelli prodotti su tanti edifici...
L’emergenza terremoto ha cambiato l’agenda politica in Comune. Gli effetti sulla maggioranza e sulla stabilità del sindaco Maurizio Brucchi sono stati opposti a quelli prodotti su tanti edifici pubblici e privati della città. Le strutture si sono lesionate, indebolite al punto che molte sono state abbandonate da famiglie, impiegati e professionisti che le occupavano. La posizione del sindaco, invece, in una sorta di paradosso che spesso caratterizza i momenti difficili di una comunità, si è rinsaldata. Se durante l’estate erano riaffiorate le tentazioni mai del tutto sopite di dare il ben servito al primo cittadino, con pezzi della sua coalizione pronti almeno nelle intenzioni a liquidarlo non appena avesse superato il limite di metà consiliatura, oltre il quale non avrebbe potuto ricandidarsi, lo sciame sismico di agosto e soprattutto quello di fine ottobre hanno frenato i piani sovversivi. Quanto meno per opportunità, se non per autentico convincimento, la pressione sul destino politico immediato del primo cittadino è calata. Nessuno se l’è sentita di sfiduciarlo con l’emergenza appena aperta e destinata a durare ancora mesi. Le tensioni per lo sciame sismico e la lunga lista di danni hanno di colpo calmato i venti della politica che lasciavano presagire un’imminente bufera destinata, con l’arrivo dell’anno nuovo, a spazzare via sindaco e giunta riavviando in città la campagna elettorale per il voto anticipato di almeno due anni rispetto alla scadenza naturale della consiliatura. Ci ha pensato il terremoto a sedare gli animi e a far riscoprire al centrodestra il senso di quell’appartenenza comune che sembrava ormai smarrita del tutto. L’ultimo consiglio comunale ne è stato in qualche modo una prova. Il tema spinoso della funivia si sarebbe prestato a trappole e minacce di vario genere, ma il confronto in aula è filato via liscio nonostante i numeri della votazione finale abbiano fatto risaltare qualche assenza, pur se giustificata, nelle file della coalizione di governo della città. L’emergenza, però, non distoglierà ancora a lungo l’attenzione dei gruppi e dei loro leader dalla questione politica. I primi segnali già arrivano e parlano di una ripresa del confronto interno alla maggioranza nel tentativo di stabilizzare nuovi equilibri. Ci sarà, salvo ripensamenti, un altro rimpasto non appena la fase convulsa del calcolo dei danni sul territorio sarà attenuata, dando il tempo a chi amministra di pensare anche ad altro. La giunta cambierà ancora riassegnando quel posto lasciato da Marco Chiarini prima delle scosse più forti. (g.d.m.)

