L’opposizione: una forzatura ricorrere ora sul biodigestore

30 Aprile 2020

MOSCIANO. Il gruppo di opposizione “Obiettivo Mosciano” contesta la delibera di giunta dello scorso 20 aprile relativa alla costituzione in giudizio da parte dell’amministrazione nel ricorso...

MOSCIANO. Il gruppo di opposizione “Obiettivo Mosciano” contesta la delibera di giunta dello scorso 20 aprile relativa alla costituzione in giudizio da parte dell’amministrazione nel ricorso proposto da tre società del gruppo Beccaceci contro il biodigestore. Secondo i quattro consiglieri che hanno sottoscritto la nota ci sarebbero in quell’atto dell’esecutivo due forzature, una amministrativa e l’altra politica. La prima deriverebbe dalla scelta cosciente di nominare, a carico della collettività, un legale per il nuovo contenzioso a fronte di una costituzione ammessa dallo stesso sindaco come tardiva. Il professionista scelto dal Comune, secondo Obiettivo Mosciano, si presenterebbe ai nastri di partenza già con un pesante handicap in quanto «una costituzione tardiva comporta delle preclusioni di diritto». Secondo l’opposizione i cittadini hanno già pagato abbastanza in termini di incarichi agli esperti per il biodigestore senza produrre granchè in termini di risultati. La forzatura politica invece si riferisce all’assenza, in sede di delibera di giunta, dell’assessore Antonio Burrini, ex promotore e presidente del comitato sorto alla Stazione contro l’impianto. Obiettivo Mosciano si chiede se Burrini abbia cambiato idea e domanda: «Il vecchio atteggiamento era funzionale solo sotto elezioni?».
Secondo i consiglieri Cianella, Baldini, Lallone e Iezzi all’interno dell’amministrazione si registra «confusione politica, programmatica e amministrativa di compagini che hanno sposato solo la bandiera della vittoria per forza e senza avere nella mente e nel cuore la nostra Mosciano. A pagarne le conseguenze sono ora i cittadini». Il 3 giugno si discuteranno al Tar tutti i ricorsi pendenti sul biodigestore. (al. al.)