L’Unione nazionale Pro loco: «Quella radiazione è illecita»
ALBA ADRIATICA. Sono passati mesi dalla tregua apparente in città, ma ora la guerra delle Pro loco di Alba Adriatica rischia di nuovo di provocare un terremoto, questa volta anche a livello...
ALBA ADRIATICA. Sono passati mesi dalla tregua apparente in città, ma ora la guerra delle Pro loco di Alba Adriatica rischia di nuovo di provocare un terremoto, questa volta anche a livello provinciale. «La delibera impugnata è illegittima nella forma e nel merito e, in considerazione delle conseguenze amministrative esiziali per la ricorrente appare, finanche, illecita»: così infatti il collegio regionale dei probiviri dell’Unione nazionale delle Pro Loco sconfessa duramente e senza appello l’atto dell’Unpli di Teramo che l’estate scorsa ha dato il via al procedimento di radiazione dell’associazione albense allora guidata da Tancredi Spinosi, oggi da Renato Pantoli.
«Non compete in alcun modo ad una struttura periferica, come un comitato provinciale, l’esclusione e la radiazione di una Pro Loco regolarmente associata all’Unpli Abruzzo», motivano i probiviri, aggiungendo anche che l’associazione poteva organizzare la Sagra delle sagre a Martinsicuro, perché «a meno che si voglia interpretare detto articolato in modo forzatamente restrittivo in nessuna delle norme richiamate si vieta l’attività extracomunale». E poi: «quindi nessun divieto, semmai incentivazione ad attività comprensoriale». Tutto quello che è successo dopo quella delibera, nei lunghi mesi di polemiche politiche, di ingiunzioni e di ricorsi, per conseguenza logica non sarebbe quindi dovuto accadere. A cominciare dal congelamento, da parte dell’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni, del contributo comunale di diecimila euro per il Festival Luna Calante del 2014, motivato proprio dal procedimento di radiazione avviato dall’Unpli di Teramo. Finendo poi per l’esclusione dell’associazione albense dall’albo provinciale delle Pro Loco, che l’ufficio preposto della Provincia ha dapprima effettuato per poi tornare sui propri passi per evitare guai in caso di ricorso al Tar. Se si pensa poi che tutto questo trambusto ha provocato anche la nascita di una seconda Pro loco in città, tra polemiche fortissime ma con l’ok del primo cittadino, si capisce come la questione rischia ora di tornare a rappresentare una polveriera politica. Questo, mentre in città si vive già il teso momento dell’assegnazione dei finanziamenti comunali per gli eventi estivi e la conseguente definizione del calendario, con due Pro loco in campo e senza il regolamento delle sagre che diverse associazioni volevano con forza dopo le promesse politiche.
Luca Tomassoni
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