La Asl garantisce che al San Liberatore continuerà tutta l’attività ordinaria
L’ospedale San Liberatore di Atri garantirà tutte le prestazioni e tutti i reparti presenti resteranno operativi nonostante un piano dell’ala vecchia del presidio ospedaliero, precisamente il terzo...
L’ospedale San Liberatore di Atri garantirà tutte le prestazioni e tutti i reparti presenti resteranno operativi nonostante un piano dell’ala vecchia del presidio ospedaliero, precisamente il terzo piano dell’ala est, sia stato adibito ed è già operativo come reparto Covid, con circa 50 posti letto, non di terapia intensiva. E’ quanto emerso ieri al termine di un incontro nella struttura sanitaria atriana. «Il sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti», si legge in una nota del Comune, «ha preteso e ottenuto garanzie dal direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, su questa piena operatività del nosocomio. Erano presenti, oltre ai primari, innumerevoli medici, il direttore dell'ospedale San Liberatore, Marino Iommarini, il consigliere regionale Emiliano Di Matteo e la direttrice sanitaria Maria Mattucci. Un incontro importante che fa scongiurare definitivamente la destinazione del San Liberatore a solo Covid Hospital, come molti cittadini temevano. Il terzo piano dell’ala est (reparto Covid) è completamente separato da tutti gli altri reparti con un ingresso e percorsi dedicati e distinti, garantendo il totale isolamento da tutto il resto». Il Centro di salute mentale è già operativo nei locali dell'ex pretura in piazza Duchi Acquaviva.
«Ho ottenuto tutte le rassicurazioni e garanzie del caso da parte del direttore generale Di Giosia», commenta Ferretti, «di non interrompere la cura di tutte le altre patologie, essendo questa, come più volte ho ribadito e sollecitato, l’esigenza delle comunità di cui il San Liberatore è bacino, considerando che il nostro ospedale è quello che offre più prestazioni di quelli periferici e che le altre patologie, a seguito ai ritardi dovuti alla prima fase dell’emergenza, in tutti i nosocomi purtroppo, sono aumentati e si sono aggravati. Il reparto, destinato a pazienti Covid, è già operativo in sicurezza e grazie a percorsi separati da divisori, corridoi distinti, ascensori separati, non vi sarà nessuna intersezione con le altre zone dell’ospedale. Anche il servizio di radiologia per i pazienti Covid è separato, c’è infatti una nuova Tac a 80 strati con medici appositamente dedicati».
«Ho ottenuto tutte le rassicurazioni e garanzie del caso da parte del direttore generale Di Giosia», commenta Ferretti, «di non interrompere la cura di tutte le altre patologie, essendo questa, come più volte ho ribadito e sollecitato, l’esigenza delle comunità di cui il San Liberatore è bacino, considerando che il nostro ospedale è quello che offre più prestazioni di quelli periferici e che le altre patologie, a seguito ai ritardi dovuti alla prima fase dell’emergenza, in tutti i nosocomi purtroppo, sono aumentati e si sono aggravati. Il reparto, destinato a pazienti Covid, è già operativo in sicurezza e grazie a percorsi separati da divisori, corridoi distinti, ascensori separati, non vi sarà nessuna intersezione con le altre zone dell’ospedale. Anche il servizio di radiologia per i pazienti Covid è separato, c’è infatti una nuova Tac a 80 strati con medici appositamente dedicati».

