La crescita delle imprese è sotto la media regionale

Nel secondo trimestre 2021 il saldo attivo tra iscrizioni e chiusure è dello 0.66% contro lo 0.73% abruzzese. L’artigianato soffre: c’è un piccolo segno negativo
TERAMO. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia le imprese italiane, e così quelle teramane, hanno fatto registrare nel 2021 dati positivi. Questo, probabilmente, anche a fronte delle misure di sostegno messe in atto dal Governo, che hanno consentito a diverse realtà imprenditoriali di non chiudere i battenti. È quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del registro delle imprese delle Camere di commercio: analisi dalla quale emerge una crescita, nel secondo trimestre dell'anno, del numero di iscrizioni con un’accelerazione delle aperture di nuove attività, che tornano ai valori pre-pandemia. Anche se, precisa il rapporto, «è ancora presto per parlare di ritorno alla normalità». E se è vero che la provincia di Teramo, dati alla mano, cresce leggermente meno delle altre province abruzzesi, con l'artigianato che fa registrare una lieve flessione, la crescita si registra anche nel Teramano che resta comunque in media con le percentuali nazionali.
I NUMERI. Per quanto riguarda l'Abruzzo, in particolare, nel secondo trimestre 2021 rispetto al 31 marzo ci sono state 2.049 imprese iscritte mentre quelle cessate sono state 961, con un saldo trimestrale di 1.088 aziende e un tasso di crescita, nel secondo trimestre dell'anno, dello 0.73%. In provincia di Teramo, nello stesso periodo, il numero di imprese iscritte è stato di 463 a fronte di 226 cessazioni, con un saldo positivo di 237 aziende e un tasso di crescita, rispetto al primo trimestre dell'anno, dello 0.66%. Per quanto riguarda invece le imprese artigiane, in Abruzzo nel secondo trimestre del 2021 le imprese iscritte sono state 380 a fronte di 318 cancellazioni, con un saldo positivo di 62 aziende e una percentuale di crescita rispetto a marzo dello 0,21%. In provincia di Teramo, nello stesso periodo, sono state registrate 88 iscrizioni e 90 cancellazioni, con un saldo negativo di due unità e una percentuale di crescita trimestrale pari a -0,03%.
BALLONE. «Seguiamo un po' quello che è l'andamento nazionale», commenta la presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia Antonella Ballone, «forse la provincia di Teramo fa registrare qualcosa in meno delle altre province abruzzesi ma sicuramente registra un trend positivo». Ballone vede dunque il bicchiere mezzo pieno, sottolineando come anche il territorio provinciale stia recuperando terreno ed evidenziando come le risorse che arriveranno dal Pnrr potranno rappresentare un volano importante per lo sviluppo del territorio, soprattutto se le imprese saranno in grado di puntare sull'innovazione e sulla digitalizzazione, che rappresentano le vere sfide per il futuro. «Come Camera di commercio stiamo monitorando la situazione e abbiamo messo in campo diversi bandi per stimolare le diverse attività, tra le quali anche l'artigianato», continua Ballone, «sicuramente la Camera è un punto di riferimento per queste attività e ci auguriamo che anche grazie ai corsi di formazione e alla spinta alla cultura d'impresa il territorio prosegua sulla strada della ripresa. Una sfida importante sarà quella rappresentata dal giusto utilizzo dei fondi del Pnrr, in considerazione che il rinnovamento non passa solo per la grande industria ma anche per le attività più classiche come il commercio e l'artigianato. Come Camera auspichiamo di accompagnare queste attività al grande cambiamento che il mercato nazionale e internazionale ci impone».
LANCIOTTI. A intervenire sui dati è anche il direttore della Cna Gloriano Lanciotti, che sottolinea come sull'artigianato, che in provincia di Teramo fa registrare un piccolo segno negativo, abbia pesato anche l'assenza di risorse stanziate in questi anni. «Si tratta di un dato ancor più pesante se consideriamo che in questi anni, dal primo terremoto in poi, abbiamo perso oltre 600 imprese», commenta, «eravamo la capitale d'Italia dell'artigianato ma il fatto che in questi anni, a partire dalla Regione Abruzzo, nessuno abbia pensato a stanziare fondi per il settore ha sicuramente influito. Le uniche risorse arrivate a Teramo negli ultimi 3-4 anni sono state quelle stanziate dalla Camera di commercio. Certo il bonus 110% e la ricostruzione post-sisma che è partita potranno fare la differenza, soprattutto per il settore edile e per il suo indotto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

