La ditta: «I nostri botti contraffatti La prima denuncia fatta nel 1998»

Il titolare dell’impresa Di Blasio dopo il sopralluogo della polizia olandese: «Qui è tutto in regola Da un anno l’attività è ferma e non produciamo, ma all’estero girano ancora prodotti illegali»
TERAMO. «È dal 1998 che denuncio la contraffazione dei prodotti pirotecnici Cobra di cui detengo il marchio registrato, nonostante le mie tante segnalazioni nulla è stato fatto e i prodotti contraffatti e quindi illegali continuano a girare»: torna a dare la sua versione dei fatti Elio Di Blasio, il titolare della ditta di fuochi d’artificio di Caprafico dove nel febbraio dell’anno scorso c’è stata l’esplosione con la morte di un dipendente e dove nelle settimane scorse c’è stato un sopralluogo della polizia olandese dopo che la stessa autorità giudiziaria olandese ha avviato un’indagine su una presunta commercializzazione di prodotti pirotecnici nel Paese in cui è vietata la vendita di ogni tipo di botto (indagine in cui Di Blasio non è coinvolto).L’imprenditore, affiancato dall’avvocato Meri Cossignani che l’assiste per l’inchiesta sull’infortunio mortale e dal consulente Danilo Coppe, uno degli esplosivisti più noti in Italia e che ha curato la demolizione del ponte Morandi dopo il crollo, ha evidenziato come nel corso di questi anni ci siano stati in Italia e all’estero vari sequestri di botti Cobra contraffatti e quindi illegali. «I sequestri sono stati tanti», ha detto in una conferenza stampa con molte tv olandesi, «e sono ancora tanti, ma non mi risulta ci siano stati accertamenti per capire da dove possano arrivare. Noi non abbiamo mai esportato o commercializzati prodotti in Olanda dove girano molti prodotti contraffatti. Nella mia azienda non si produce più niente dall’anno scorso (l’attività è sospesa dopo l’incidente ndr) e nonostante questo ci sono stati ancora sequestri di prodotti contraffatti. Questo dovrebbe portare a una riflessione. Io posso dire che fino a quando nella mia ditta c’è stata la produzione di materiale tutti i pezzi usciti hanno risposto agli standard di sicurezza previsti. Io ho sempre rispettato la legge e le normative del settore. La contraffazione dei prodotti Cobra, di cui su internet, girano vari video, è chiarissima: si tratta di prodotti diversi, con modalità del tutto diverse da quelle seguite nella mia azienda. Da anni personalmente sto portando avanti azioni legali a livello nazionale ed europeo contro la contraffazione dei miei prodotti e per la tutela del marchio comunitario Cobra. La ditta Di Blasio si è più volte costituita come parte lesa in procedimenti di commercio illegale di prodotti contraffatti a marchio Cobra, sporgendo querele ogni qualvolta è venuta a conoscenza dei fatti». A fine ottobre la prefettura teramana, in seguito agli accertamenti avviati dopo l’esplosione mortale, ha revocato i decreti di autorizzazione alla ditta di Caprafico che ha annunciato di non aver impugnato il provvedimento al Tar.(d.p.)

