La minoranza: pronti ai ricorsi se la variante non verrà ritirata

I consiglieri di opposizione compatti contro il provvedimento che alza gli edifici sul lungomare «Se la nostra mozione non passerà in consiglio, ci rivolgeremo al Tar e alla magistratura penale»
ROSETO. «Presenteremo una mozione nel prossimo consiglio da votare per il ritiro della variante sulle altezze sul lungomare. Se non sarà ritirata, andremo avanti e gli esponenti della maggioranza ne risponderanno penalmente». È quello che è emerso nella conferenza stampa di ieri mattina al lido Celommi tenuta dai consiglieri di minoranza Sabatino Di Girolamo, Rosaria Ciancaione, Teresa Ginoble, Giuseppe Bellachioma e Nicola Petrini. Mancava solo il consigliere Francesco Di Giuseppe, assente per motivi personali, sostituito dal segretario locale di FdI Umberto Valentini. È un avvertimento, quello della minoranza: il passo successivo si tradurrà, qualora la mozione non dovesse passare in consiglio comunale, in un ricorso al Tar e, se servirà, anche alla Procura della Repubblica.
«Non hanno fatto nulla sull'urbanistica in questo biennio», ha detto l'ex sindaco Di Girolamo, «l'unica cosa che vogliono fare è deturpare il lungomare di Roseto con tale variante». Su eventuali parenti dei consiglieri di maggioranza proprietari di immobili nelle aree interessate, le minoranze ribadiscono: «Non hanno risposto, stanno prendendo in giro una città intera». «Denunciamo», hanno ribadito, «l’atteggiamento della maggioranza Nugnes, sferzante e irridente di fronte a precise domande poste nell’interrogazione al question time del 31 agosto da noi consiglieri di opposizione che, compatti, abbiamo chiesto di ritirare la variante alle norme tecniche di attuazione del vecchio Prg che riguarda le altezze degli edifici posti sul lungomare della nostra città. Un atteggiamento irriguardoso verso tutti i cittadini rosetani, che non solo non hanno avuto risposte sull’impatto negativo che si realizzerebbe con l’innalzamento di un piano degli edifici posti sul lungomare ma, addirittura, non hanno potuto sapere se il sindaco Nugnes, la presidente del consiglio Recchiuti, i consiglieri Chiarobelli, De Nigris, Vannucci, Iezzi, Addazii, Di Felice, Aceto e Mastrilli, che hanno votato la variante sulle altezze, e loro parenti e affini entro il quarto grado, oltre ai rispettivi coniugi, abbiano un interesse anche solo potenziale nelle zone interessate». Si tratta dunque, secondo le forze d'opposizione, di «una negazione della risposta che ci induce ad andare avanti per fare chiarezza e far rispettare la legge e lo statuto comunale». Per farlo, hanno ribadito, «utilizzeremo ogni strumento che il nostro ordinamento mette a disposizione per impedire che questo scempio si compia sul nostro lungomare dal punto di vista paesaggistico e per impedire che eventuali interessi da parte di parenti e affini possano incidere sulla scelta di approvare questa variante».
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