La nuova vita di Di Rocco «Avrò da uno a tre milioni»

7 Giugno 2017

L’ex senzatetto sull’eredità: «Dovrà essere divisa ma la parte più grossa è mia» E il sindaco di Rapallo lo invita a un convegno sulla new economy

TERAMO. «Da uno a tre milioni, e a me spetta la fetta più grossa perché sono l’unico nipote diretto». Non entra tanto nei dettagli Gianni Di Rocco, il clochard teramano diventato improvvisamente ricco per l’eredita di una vecchia zia morta di recente. Forse perché, come dice lui, il patrimonio non è ancora stato quantificato, forse per riservatezza, ma comunque sull’ammontare dell’eredità resta sul vago. Di sicuro, non sarà la prima che riceve, perché aveva già ereditato tanti anni fa dai genitori, ma poi aveva dilapidato tutto al gioco.
«Giocavo nei casinò, nei bar ai videopoker e ho perso tutto»; e così si spiega la sua vita da clochard. Di Rocco è a Villa Petto, il paese di cui è originario, appena arrivato da Rapallo, la città ligure dove ha vissuto da senzatetto gli ultimi dodici anni della sua vita, ufficialmente residente nella casa comunale, dove hanno il domicilio fittizio coloro che una casa non ce l’hanno. Lui in realtà dormiva alla stazione, che è stata la sua casa per tanti anni. «Ma a Rapallo ci devo tornare presto, perché il sindaco mi ha invitato a partecipare a un convegno, un convegno importante, il 9 e 10 giugno». Cioè nei giorni in cui a Rapallo si tiene il convegno dei giovani imprenditori di Confindustria dedicato alla new economy. Cosa c’entri Di Rocco non è ben chiaro, né perché il sindaco di Rapallo lo abbia invitato, a meno che, giocando un po’ sulle parole, per new economy non si intenda la nuova vita da ricco che lo aspetta. Una casa a Villa Petto, un numero imprecisato di terreni sparsi in provincia, conti correnti e depositi postali: questo il patrimonio lasciato dalla vecchia zia, ma bisogna ancora vedere come sarà ripartito l’asse ereditario.
«Non prenderò tutto io, ci sono anche altri nipoti, ma a me spetta la parte più grossa», ribadisce Di Rocco, confermando ancora una volta cosa farà di tutti i beni di cui verrà in possesso: «Una parte me la terrò, un’altra parte la voglio condividere con chi ha sofferto, come me». I suoi amici clochard di Rapallo, chi li aiuta, come i gestori della mensa dei poveri dove lui stesso ha rimediato in questi anni pranzo e cena. Una vita da barbone, con tutte le sue cose in uno zainetto, ma lui, istruito, educato, si è sempre fatto benvolere da tutti ed è stato aiutato. Ora sarà lui ad aiutare gli altri. (e.a.)
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