Le tumulazioni slittano di giorni: in Comune manca il personale

Il sabato e la domenica non ci sono gli addetti per farlo, sette famiglie costrette a rinviare i funerali Il vice sindaco Marcone: «Il problema esiste, stiamo predisponendo l’esternalizzazione del servizio»
ROSETO. A Roseto tumulare i defunti nei giorni di sabato e domenica diventa sempre più difficile per la carenza di personale del Comune. Nello scorso fine settimana, infatti, sette famiglie che hanno celebrato i funerali dei loro cari hanno dovuto attendere due giorni prima di seppellirli.
Tra questi familiari c’èanche Michele Galetta che domenica mattina ha fatto celebrare il funerale di sua madre, Vincenzina Centonze di 90 anni, ma per la tumulazione della salma ha dovuto aspettare martedì mattina. «Mia madre è venuta a mancare venerdì pomeriggio alle 17.30», dice Galetta, «domenica mattina ci sono stati funerali, ma l’abbiamo tumulata solo martedì. Dobbiamo ringraziare l’agenzia delle pompe funebri che in questi giorni ha provveduto a sistemare la bara in una stanza con una temperatura apposita. Come è possibile che si verifichino queste situazioni?».
Il vicesindaco Angelo Marcone conferma queste criticità. «Stiamo predisponendo l’esternalizzazione dei servizi cimiteriali», precisa Marcone, «attualmente gli operai comunali sono pochi e dunque nel fine settimana possono verificarsi questi disguidi». C'è inoltre il problema della mancanza di loculi al cimitero di Roseto capoluogo, e molti cittadini sono costretti a seppellire i loro cari nei cimiteri delle frazioni, alcuni dei quali ormai quasi saturi. Molti cittadini rosetani, poi, hanno acquistato i loculi ormai 8 anni fa, pagandoli in media 1500-2000 euro circa, ma i loculi ancora non ci sono. La precedente amministrazione, con un mutuo di 500mila euro, ha realizzato il primo lotto di 357 nuovi loculi e 12 ossari, ma è previsto anche un secondo lotto con altri 540 loculi. C’è bisogno però di un altro mutuo, più consistente rispetto al primo, e dunque ci dovrà pensare l’attuale amministrazione. È una storia lunga quella dei loculi: tutto è partito nel 2012 quando l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Enio Pavone ha venduto buona parte dei 900 loculi, ma lo stesso Pavone insieme alla sua amministrazione decise di impegnare quei soldi, circa 1 milione e mezzo di euro, per spese indifferibili, ovvero per opere necessarie alla città. Una procedura all’epoca lecita. «L’amministrazione comunale insieme ai dirigenti sta lavorando per sistemare la situazione ereditata», dice Marcone, «ad oggi non esiste una progettazione esecutiva di ulteriori lotti ed è per questo che stiamo lavorando in questa direzione».
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