Minacce con l’ascia e la pistola: condannato anziano di Civitella del Tronto

Un anno e otto mesi con il rito abbreviato all’86enne che un mese fa era stato arrestato: aveva intimidito il figlio 50enne della ex compagna ai domiciliari nella sua abitazione
CIVITELLA DEL TRONTO. Un mese fa venne arrestato con l’accusa di aver minacciato con ascia e pistola il figlio della ex compagna che vive nell’appartamento a fianco al suo, a Civitella del Tronto. Ieri un 86enne di Civitella del Tronto in primo grado è stato condannato a un anno e otto mesi al termine di un rito abbreviato che si è svolto davanti al giudice Francesco Ferretti. La pubblica accusa rappresentata in aula dalla pm Sara Di Gesualdo aveva chiesto due anni e quattro mesi. L’uomo era accusato di resistenza a pubblico ufficiale, violazione di domicilio, minaccia aggravata e porto di oggetti atti ad offendere. Secondo quanto ricostruito all’epoca dai carabinieri intervenuti sul posto, l’anziano avrebbe abbattuto con un’ascia una parete divisoria in cartongesso, accedendo nell’abitazione confinante alla sua proprietà in precedenza concessa in locazione al figlio della sua compagna, un uomo di 50 anni che in questo periodo è agli arresti domiciliari.
Sempre secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri e finita negli atti prima dell’inchiesta e successivamente del processo, una volta all’interno dell’abitazione l’uomo avrebbe minacciato l’occupante con la stessa ascia usata per abbattere la parete in cartongesso e impugnando anche una pistola. L’uomo, che in quell’occasione avrebbe urlato all’altro di lasciare la casa dopo la fine della relazione con la mamma, avrebbe danneggiato anche alcuni mobili e suppellettili colpendoli con l’ascia. A chiedere aiuto era stato direttamente il 50enne che aveva chiamato i carabinieri con il suo telefono cellulare chiedendo l’intervento di una pattuglia proprio perché.
I carabinieri nel corso della perquisizione domiciliare avevano rinvenuto e sequestrato l’ascia usata per abbattere il muro e tentare di avventarsi contro il figlio della ex, una pistola calibro 7,65 e una pistola a salve. Durante le fasi dell’arresto e della perquisizione l’86enne aveva opposto resistenza ai militari. In considerazione del suo stato di agitazione, l’uomo era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Teramo. Successivamente era stato portato in caserma. Nella successiva udienza di convalida il giudice aveva disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico in un’altra abitazione dell’uomo che si trova sulla costa proprio per evitare ogni contatto con l’aggredito che vive nell’abitazione di Civitella.
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