Mosaico del Leone e siti romani: parte il piano di riqualificazione

19 Giugno 2023

Il reperto in restauro a palazzo Savini tornerà visitabile, una terrazza sugli scavi in piazza Sant’Anna D’Alberto: «Tanti elementi da valorizzare in abitazioni del centro, proporremo accordi ai proprietari»

TERAMO . Il Mosaico del Leone sarà di nuovo visitabile. Dopo anni di oblio cittadini e turisti potranno ammirare il reperto di epoca romana, uno dei simboli culturali della città riemerso negli scantinati dello storico palazzo Savini. Il primo assaggio c’è stato ieri, con le visite guidate a cura della soprintendenza regionale organizzate nell’ambito delle Giornate archeologiche. Sia di mattina che di pomeriggio gruppi di appassionati e curiosi, suddivisi in una decina di turni, hanno potuto ammirare l’opera che adornava il pavimento di una delle ville di Interamnia. Tra i visitatori anche il sindaco Gianguido D’Alberto che coglie l’occasione per annunciare la continuativa riapertura al pubblico del mosaico e il piano di riorganizzazione delle aree archeologiche. «Il Leone è ancora sottoposto al restauro avviato dalla famiglia Savini e al quale abbiamo contribuito, d’intesa con la soprintendenza, realizzando opere strutturali lungo la via che costeggia il palazzo», premette il primo cittadino, «l’iniziativa di ieri, che ha visto la presenza di tanti cittadini, apre una nuova fase del percorso finalizzato a ridare piena fruibilità al reperto».
Conclusi i lavori il mosaico, grazie all’intesa in corso di definizione con i proprietari dell’immobile, sarà messo a disposizione per visite non solo estemporanee. «Attorno a questa importante testimonianza di epoca romana», annuncia il sindaco, «rimetteremo a sistema tutto il patrimonio archeologico cittadino. D’Alberto fa riferimento a «tanti altri mosaici reperti che, come il Mosaico del Leone, si trovano all’interno di edifici privati. «Faremo una ricognizione di tutti questi elementi», fa rilevare il primo cittadino, «predisponendo intese con i proprietari che ne consentano la visitabilità». Restano da rilanciare anche gli spazi archeologici pubblici poco o per nulla sfruttati finora a fini turistici e di promozione culturale. Anche su questo versante ci sono proposte in elaborazione. Comune, soprintendenza e Fondazione Tercas stanno mettendo a punto, ad esempio, un intervento di valorizzazione dell’area dell’antica cattedrale in piazza Sant’Anna, proprio a due passi dal palazzo che ospita il mosaico del leone. «C’è già uno studio di fattibilità per la riqualificazione della copertura», spiega D’Alberto, «che sarà meno impattante, garantendo anche una ricucitura tra gli scavi e l’area circostante». La soluzione al vaglio dei tecnici è rendere fruibile il tetto della struttura a protezione dei reperti in modo da farne una terrazza collegata alla piazza.
È già partito, invece, l’intervento per valorizzare l’area di Madonna delle Grazie. La soprintendenza che per quest’opera dispone di un finanziamento di circa un milione di euro ha rimosso la pesante copertura in ferro e la recinzione che chiudeva lo spazio che ospita resti di un insediamento anch’esso di epoca romana. Lo scopo è liberare l’area, rendendola più visibile e ricollegandola a porta Reale, ai giardini intitolati a Ivan Graziani e al santuario. Il Comune ha già fatto abbattere un gabbiotto in muratura di sua proprietà lungo il perimetro dello spazio archeologico. Resta da demolire, previo accordo con i proprietari sul trasferimento dell’attività, la struttura dell’ex distributore di carburanti che tutt’ora ospita un autolavaggio. «Stiamo definendo la trattativa per lo spostamento, evitando atti d’imperio», sottolinea il sindaco, «con la ripresa a pieno ritmo dell’attività dopo le elezioni cercheremo di arrivare a un’intesa in tempi rapidi». Nei piani c’è anche la riapertura dell’antica torre bruciata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA