Municipio da recuperare Via ai lavori a fine estate ma c’è il dubbio sull’arco

20 Marzo 2024

Primo via libera dall’Ufficio speciale, chieste altre indagini sul loggiato La Soprintendenza deve valutare i lavori nel collegamento tra gli uffici

TERAMO. Si delineano i tempi del recupero della sede storica del Comune. L’edificio-simbolo del sisma in città e delle lungaggini della ricostruzione pubblica entro la fine dell’estate sarà sottoposto all’intervento che lo renderà di nuovo utilizzabile. A fissare la scadenza è il sindaco Gianguido D’Alberto alla luce dei recenti sviluppi che riguardano l’intervento. Il progetto, elaborato dal pool di tecnici guidato dall’architetto ascolano Valerio Borzacchini, ha ricevuto all’inizio di marzo il primo via libera da parte dell’Usr, l’Ufficio speciale per la ricostruzione, chiamato a valutare la congruità della spesa lievitata da 7,2 a 10,2 milioni di euro al termine della fase di studio e adeguamento di lavorazioni e prezzi.
Il nulla osta definitivo è subordinato a un’integrazione di indagine strutturale sul loggiato dell’edificio che affaccia in piazza Orsini. Il Comune consegnerà a breve le risultanze dell’approfondimento e per il 4 aprile è fissato l’incontro che dovrebbe dare il via libera al progetto definitivo. A quel punto l’amministrazione convocherà la conferenza dei servizi nella quale raccogliere i pareri sull’intervento da parte di enti e istituzioni interessati. In quella sede si esprimerà anche la Soprintendenza che dovrà giudicare la correttezza della soluzione tecnica prevista in particolare per l’arco che collega le due ali della sede storica del municipio sul lato di via della Verdura. «Il progetto prevede la cosiddetta sostituzione edilizia di quella parte», spiega D’Alberto, «che di fatto non cambierà il profilo esterno della struttura». Si tratterà comunque di demolire e ricostruire l’arco che sorregge il corridoio tra l’atrio all’ingresso della sala consiliare e la zona che era occupata dagli uffici di segreteria e presidenza del consiglio. Il municipio è sottoposto a vincolo proprio perché si tratta di un edificio storico e dunque per intervenire sulla struttura servirà l’assenso della Soprintendenza. «Abbiamo già un proficuo rapporto di collaborazione su altri cantieri del post-sisma», tiene a precisare il sindaco, «per cui condivideremo la soluzione migliore». L’ordinanza speciale della struttura commissariale post-sisma che ha finanziato l’intervento, fissando anche l’integrazione del finanziamento iniziale rivelatosi insufficiente per i lavori necessari, indica comunque tempi stretti per il rilascio dei pareri. Entro un mese dalla convocazione la conferenza dei servizi dovrà rilasciare i nulla osta e subito dopo potrà partire la procedura di appalto. «Abbiamo impresso un’accelerazione importante al ripristino della sede municipale, recuperando terreno rispetto alle difficoltà nel periodo immediatamente successivo al terremoto», tiene a sottolineare D’Alberto, «l’ulteriore obiettivo ambizioso è di vedere i lavori avviati prima della fine dell’anno». A rendere ancora più complesso l’intervento a partire da passaggi progettuali è stato anche il fatto che la sede storica del Comune fa parte di un aggregato che, oltre alla parte pubblica, comprende anche spazi privati: locali commerciali al piano terra e anche appartamenti nella parte superiore, sul lato tra via della Verdura e via Palma. Il palazzo municipale è inagibile da novembre 2016. Il primo stanziamento economico risale al 2018, ma è stato necessario aggiungere quasi tre milioni per far quadrare i conti.
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