Nasce il centro di cottura che farà 300 pasti al giorno

30 Aprile 2019

È uno dei punti chiave del bando (quasi pronto) per il riaffidamento del servizio La cucina di via del Baluardo rifornirà altre scuole anche elementari e medie 

TERAMO. La cucina della scuola materna di via del Baluardo diventerà un centro di cottura capace di sfornare 300 pasti al giorno per alunni anche di altri istituti. È uno dei punti chiave della determina dirigenziale che fissa i criteri per il riaffidamento del servizio di refezione scolastica del Comune. Il bando per l’individuazione della ditta o dell’associazione temporanea d’impresa che lo gestirà da settembre, se non spunteranno intoppi procedurali, è ormai prossimo alla pubblicazione. Tra questa e la prossima settimana, stando ai tempi indicati dall’amministrazione, la gara prederà il via con l’apertura dei termini per la presentazione delle offerte.
In ballo c’è la fornitura di un servizio per il quale il Comune ha previsto una spesa di poco superiore agli 1,1 milioni di euro l’anno, che sarà la base economica per le offerte al ribasso da valutare insieme alle soluzioni organizzative e tecniche prospettate da ciascun concorrente. Tra gli elementi di giudizio rientrerà anche l’allestimento del “centro cottura di prossimità”. Questo preparerà i pasti per gli alunni di scuole anche elementari e medie che da settembre sperimenteranno il tempo pieno ma non hanno la cucina interna. Le pietanze andranno dunque trasportate dal centro di cottura alle nuove mense entro il tempo limite stabilito in 45 minuti dalla cottura. Fatte le verifiche tecniche la scelta è quindi caduta sulla cucina della scuola di via del Baluardo che ospita gli alunni della ex De Albentiis. «È la struttura più idonea sia per gli spazi disponibili nella zona di cottura e nel magazzino», spiega il vicesindaco e assessore all’istruzione Maria Cristina Marroni, «che per centralità della posizione rispetto alle destinazioni da raggiungere». L’amministrazione ha escluso in partenza l’apertura di nuove cucine perché ha ritenuto insostenibile l’onere di aggiungerne altre a quelle già numerose in funzione.
I pasti veicolati dovranno rispondere comunque a tutti i requisiti dettati dal capitolato d’appalto. Un punteggio consistente, 25 su 100 inteso come massimo ottenibile da ciascuna offerta, sarà riservato alla selezione delle materie prime. In particolare l’esame riguarderà i sistemi di approvvigionamento e conservazione dei prodotti, con una valutazione specifica per quelli biologici e a filiera corta, provenienti dal territorio teramano. Ulteriore criterio di giudizio riguarderà il metodo previsto per testare il gradimento da parte degli utenti e per la gestione di eventuali reclami. Le ditte ammissibili alla gara dovranno dimostrare di aver prodotto un fatturato di almeno 2,5 milioni di euro nell’ultimo triennio e di aver gestito almeno tre servizi di refezione in scuole o amministrazioni pubbliche per un valore complessivo non inferiore a 1,5 milioni di euro.
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