Nessun taglio al fermo biologico: bocciata la richiesta dei marinai

I pescatori dello strascico avevano chiesto di rientrare prima, ma il ministero ha detto no L’attività ripartirà il 26 settembre, in arrivo gli indennizzi governativi per il caro carburante
GIULIANOVA. I pescatori giuliesi dello strascico fremono per il ritorno in mare, dopo quaranta giorni di sospensione dovuti dal fermo biologico, e chiedono al ministero lo slittamento della giornata di fermo aggiuntivo, che andrebbe a coincidere proprio con il loro rientro. Richiesta che è stata respinta.
«Ogni settimana per dieci settimane, secondo la normativa ministeriale che siamo tenuti ad osservare, gli armatori devono riconsegnare una giornata di fermo pesca in più», precisa Giovanni Massi titolare del motopeschereccio “Il Faro”, «nella settimana in cui è previsto il nostro ritorno in mare, vi è però solamente una giornata lavorativa ovvero giovedì 22, che coincide con il giorno destinato al fermo aggiuntivo; abbiamo perciò chiesto dei chiarimenti in capitaneria di porto, e successivamente, in maniera formale attraverso una lettera, al ministero, per tentare di spostare il giorno di fermo a novembre». I marittimi, come anche molti commercianti di prodotti ittici, continuano a premere per rientrare in mare già da giovedì, anche se solo per un giorno. «Riceviamo sin da ora da parte dei clienti, tante prenotazioni per il pesce fresco locale», continua Massi, che oltre ad essere armatore, è anche titolare di una pescheria a Giulianova, «a questo si aggiunge anche la nostra esigenza di valutare le spese e margini di ricavo, in relazione al recente rincaro del prezzo del gasolio: per tali motivi, abbiamo deciso insieme di inviare una richiesta di chiarimenti al Ministero sul fermo aggiuntivo, chiedendo di recuperare la giornata a novembre, ma purtroppo ieri ci è stato comunicato che non ci è stato concesso; torneremo in mare il 26 settembre». L’Ufficio Circondariale marittimo di Giulianova dopo aver ricevuto le richieste della marineria ha fatto tutti gli approfondimenti, attivandosi unitamente alla Direzione marittima di Pescara per conoscere l'intendimento del Ministero e ha prontamente fornito i chiarimenti richiesti dai marittimi.
Buone notizie, intanto, arrivano per gli indennizzi legati al problema del caro carburante: secondo quanto riferito dal rappresentante regionale di Federpesca Vincenzo Staffilano, entro l’anno , verrà indetto un bando per richiedere l’indennizzo delle giornate di lavoro perse dal 24 febbraio data di inizio della guerra in Ucraina. Le giornate di fermo pesca obbligatorio relative all’anno 2021, verranno pagate entro la fine del mese di ottobre.
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