«Non ho chiesto io quei soldi questa è la volontà di Giusy»

31 Luglio 2018

TERAMO. «Io non ho chiesto soldi a nessuno. Non mi interessano le questioni mediatiche che ravvivano ulteriormente la sofferenza per la perdita dell’amata Giusy». Usa toni pacati, ma decisamente...

TERAMO. «Io non ho chiesto soldi a nessuno. Non mi interessano le questioni mediatiche che ravvivano ulteriormente la sofferenza per la perdita dell’amata Giusy». Usa toni pacati, ma decisamente fermi e convinti, l’ex fidanzato di Giuseppina Manetta, la 31enne operaia di Basciano morta a giugno dopo essere precipitata in un dirupo sui monti della Laga mentre stava facendo una escursione in compagnia di un amico.
Nei giorni scorsi la famiglia della ragazza, tramite l’avvocato Sigmar Frattarelli, ha annunciato battaglia legale sulla riscossione di un fondo di investimento stipulato da Giuseppina, per tutti Giusy, e il cui destinatario è proprio l’ex fidanzato. La stipula è stata fatta durante il periodo del rapporto sentimentale tra i due che si era concluso sei mesi prima della tragica morte della ragazza. Secondo la famiglia la donna, dopo la fine della relazione, avrebbe voluto cambiare il beneficiario di quell’atto.
La somma depositata nella obbligazione (circa 30mila euro) è l’importo di un risarcimento danni che l’operaia di Basciano aveva ricevuto anni prima per la morte di un fratello avvenuto in un incidente stradale. Va precisato che la liquidazione dell’obbligazione resterà bloccata fino a quando sarà in corso l’indagine aperta dalla Procura teramana sulla dinamica del mortale incidente avvenuto circa due mesi fa sui monti della Laga.
Precisa ancora l’ex fidanzato della donna: «Giusy ha sempre ribadito la volontà che quei soldi, custoditi in un fondo d’investimento, andassero alla mia persona indipendentemente dal fatto che fossimo rimasti o no insieme. Questa era la sua volontà espressa in seguito all’utilizzo fatto delle restanti fette ereditarie».
La mattina del 2 giugno scorso Giuseppina Manetta era andata a fare una escursione sui monti della Laga, precisamente nella suggestiva zona del Fosso della Cavata. Da qualche tempo aveva scoperto la passione per le passeggiate in montagna e quel giorno con lei c’era un amico, unico testimone della tragedia.
Che si è consumata in pochi istanti quando la donna si sarebbe sporta sul ciglio di un precipizio, forse per fare delle foto, per poi precipitare nel dirupo sottostante. Un volo di dieci metri che non le ha dato scampo.(d.p.)
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