Nuove restrizioni, sette sindaci anticipano i diktat del governo

21 Marzo 2020

Ordinanze emanate da Giulianova, Martinsicuro, Alba, Tortoreto, Silvi, Atri e Campli per limitare gli spostamenti. D’Alberto: «Ma adesso vanno chiuse anche le aziende»

TERAMO. Stop a camminate e corse all’aperto e approvvigionamento di prodotti alimentari solo vicino casa. I sindaci di sette comuni del Teramano ieri mattina, con proprie ordinanze, hanno anticipato il giro di vite annunciato dal governo sulle attività consentite durante l’emergenza coronavirus, imponendo ulteriori limiti alle uscite di casa. In serata, poi, il giro di vite governativo è arrivato e l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza ha prodotto un duplice effetto: costringere tutti i comuni ad adeguarsi, emanando disposizioni interpretative, e superare almeno in parte le ordinanze sindacali emanate in anticipo.
A Teramo, nella disposizione firmata da Gianguido D’Alberto si fa riferimento anche ai cantieri edili di cui il Comune è stazione appaltante o soggetto autorizzatore, che dovranno essere sospesi qualora non vi si possa garantire il rispetto delle misure di sicurezza anti-epidemia concordate tra governo e sindacati. D’Alberto, in qualità di presidente Anci Abruzzo, ha chiesto all’Anci nazionale e al governo «un’ulteriore stretta» che secondo lui va tradotta nella chiusura delle aziende e di tutte le attività produttive non essenziali «per contenere il flusso dei lavoratori costretti a spostarsi. Lavoratori che troppo spesso si trovano a operare in condizioni di scarsa sicurezza, se non in taluni casi addirittura privi di protezione».
Le ordinanze firmate dai primi cittadini “anticipatari” si sviluppano sulla stessa linea, tesa appunto a inasprire i vincoli, come già disposto a Pescara e Montesilvano, solo con qualche sfumatura diversa tra un atto e altro. Sono così vietate attività motorie e sportive all’aperto, cani e altri animali di affezione si possono accompagnare all’esterno delle abitazioni per il tempo strettamente necessario alle loro esigenze e in un raggio limitato di spazio, così come gli acquisti di generi alimentari vanno fatti nei negozi più prossimi al domicilio. Inibiti anche gli spostamenti in bicicletta se non per comprovate esigenze lavorative o urgenze simili a quelle che motivano l’uso dell’auto. A Giulianova è consentito prendere una boccata d’aria, spostandosi non più di 200 metri da casa, mentre gli animali di affezione si possono portare fuori per non oltre 400 metri. Nell’ordinanza firmata da Jwan Costantini s’impone alle tabaccherie di limitare l’attività alla vendita di sigarette, bloccando slot machine e altri giochi da cui potrebbero derivare assembramenti. Per gli acquisti, salvo esigenze di prodotti specifici, gli spostamenti sono consentiti fino a due chilometri a piedi e uno in auto. I trasgressori rischiano multe da 25 a 500 euro. A Campli cani e animali di affezione si possono portare fuori non oltre i 300 metri e gli acquisti vanno fatti il più vicino possibile a casa e seguendo il percorso più veloce. «Bisogna stare a casa», ribadisce il sindaco Federico Agostinelli, «è l’unica cosa che possiamo fare per r salvare vite umane». Il sindaco di Campli lancia anche un appello al governo. «È ora di chiudere anche le fabbriche», afferma, «il coronavirus avanza, noi amministratori stiamo facendo il massimo e serve una stretta ulteriore». Per Agostinelli vanno lasciate aperte solo le «attività necessarie ai rifornimenti alimentari». Le restrizioni ad Atri, che di fatto ricalcano quelle in vigore a Campli, sono motivate dal sindaco Piergiorgio Ferretti con argomentazioni specifiche. «Il nostro territorio ospita il presidio ospedaliero Covid-19 della provincia di Teramo e siamo al confine con la zona rossa della valle del Fino», spiega, «alla luce di tutto questo e nell’interesse della salute pubblica, ho deciso di adottare questi ulteriori provvedimenti». Misure analoghe sono state adottate dai sindaci di Martinsicuro Massimo Vagnoni, Alba Adriatica Antonietta Casciotti e di Tortoreto Domenico Piccioni. Il primo cittadino di Silvi Andrea Scordella fa sapere che il varo dell’ordinanza restrittiva serve sia a evitare che residenti a Montesilvano, dove le limitazioni sono già in vigore da un paio di giorni, si spostino nel territorio confinante per le attività fisiche, sia come ulteriore segnale ai propri concittadini che «sia pure in numero limitato», continuano ad andare a passeggio o a correre sulla spiaggia «senza protezione alcuna e talora fianco a fianco con altre persone».(d.v.-g.d.m.)
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