Obbligo di Green pass sul lavoro: «Pronte le aziende del Teramano»

15 Ottobre 2021

Per sindacati e associazioni l’alta percentuale di vaccinati evita criticità in imprese ed esercizi pubblici Restano i timori per la tensione nel Paese e per le conseguenze delle difficoltà del settore dei trasporti

TERAMO. Il Teramano si fa trovare pronto alla prova dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass sul posto di lavoro, quindi con vaccino anti-Covid o tampone rapido negativo: ai timori per l’eco delle tensioni che si stanno vivendo in tutto il Paese, la provincia risponde con l’alta percentuale di vaccinati. «Non ci aspettiamo grandi criticità nell’organizzazione dei turni di lavoro e quindi nella produzione, visto che non ci risultano sul territorio situazioni di numericamente impattati di non vaccinati all’interno delle aziende», dice il segretario provinciale del sindacato Cisl Fabio Benintendi, «restano purtroppo i problemi per i singoli lavoratori coinvolti, per cui abbiamo chiesto, a livello nazionale, almeno prezzi calmierati per i tamponi rapidi». Le imprese, infatti, hanno rispedito al mittente le richieste dei sindacati di farsi carico dei tamponi per i dipendenti non vaccinati. Aggiunge il segretario della Cgil provinciale Giovanni Timoteo: «Da oggi si entra in una situazione diversa, con una nuova applicazione normativa che è da considerare sperimentale. Per questo è necessario avere buon senso e sangue freddo sia da parte di chi deve far rispettare la normativa – che deve essere rispettata – sia da parte di chi ha dubbi. Voglio però ricordare che la stragrande maggioranza dei cittadini e dei lavoratori è vaccinata: la maturità e il senso di responsabilità dimostrate dalla provincia di Teramo devono renderci orgogliosi».
INDUSTRIA
Tra i settori industriali del Teramo, è forse il metalmeccanico l’osservato speciale, se non altro per la dimensione delle aziende. Nel Teramano la percentuale di lavori metalmeccanici non vaccinati, secondo i sindacati, si attesta intorno al 10%. Troppo poco per provocare gravi criticità. Lo conferma Nicola Di Giovannantonio, presidente di Confindustria Teramo, che ha detto all’Ansa: «Da quello che ci risulta, almeno nelle aziende associate, non dovrebbero esserci particolari criticità nell'applicazione del Green Pass obbligatorio. Sicuramente ci saranno dei lavoratori che dovranno sottoporsi a tampone ma dovrebbero essere pochi».
ESERCIZI PUBBLICI
«È difficile prevedere con esattezza gli effetti del Green pass obbligatorio per i lavoratori sulla filiera della ristorazione e dei pubblici esercizi. Mi sento comunque di dare ai consumatori e clienti teramani la più ampia rassicurazione sul nostro impegno e sulla piena fruibilità dei locali di tutta la filiera», dice in una nota Gianluca Grimi della Federazione italiana pubblici esercizi e turistici Fiepet, «il comparto si è attivato già da tempo e devo dire che la percentuale delle vaccinazioni nel settore è davvero altissima. Nondimeno le preoccupazioni sono tante e concrete. Tutti sappiamo che il settore trasporti vede enormi difficoltà sia per la percentuale di non vaccinati sia per il gran numero di addetti stranieri vaccinati con prodotti non riconosciuti dall'Ema e quindi privi di Green pass. Speculare discorso vale per l'agricoltura. Difficile pensare che questa congiunzione astrale negativa non possa incidere significativamente. Nel Teramano, però, occorre dire che un forte elemento positivo e di vantaggio rispetto ad altre situazioni sarà dato dall'altissima percentuale di prodotto locale utilizzato nei nostri ristoranti, che di fatto sostengono la filiera del prodotto tipico, ma questo non potrà appianare il tutto. Vi sono anche elementi di preoccupazione tecnica, come i soli 20 giorni previsti per la sostituzione dei dipendenti no vax».
ENTi e comuni
L’obbligo entra anche negli uffici pubblici, a partire dai municipi. Nei giorni scorsi i sindaci sono intervenuti con ordinanze per ricordare l’obbligo, ma anche per disciplinare le modalità di controllo della certificazione al personale e anche le responsabilità delle verifiche, di solito in capo ai dirigenti dei vari settori.
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