Ora è “tutti contro tutti”: si fatica a vedere i tre poli

Il centrodestra è diviso, il centrosinistra costretto a giocare sulle fratture altrui E il patto nazionale Azione-Italia Viva nel Teramano è sempre più una chimera
TERAMO. Lo scenario politico provinciale dopo l’elezione di D’Angelo fa pensare al Libano anni Ottanta: tutti contro tutti, alleanze girevoli e voltafaccia improvvisi. Il centrodestra ha dimostrato di essere diviso in correnti più della vecchia Dc, che alla fine però trovava sempre la quadra mentre qui di quadra non c’è traccia; il centrosinistra appare un’entità fantasmatica, senza una forza propria, votato agli inciuci con i (teorici) rivali ma diviso anche su questi. Quanto al terzo polo Italia Viva-Azione, a Teramo e dintorni le due forze sono sempre più lontane. Di sicuro, se si pensa che ha vinto una stranissima alleanza con dentro civici, Italia Viva, Movimento 5 Stelle, tre quarti del Pd e un pezzo importante di Lega si capisce che la politica teramana è in un momento di confusione totale.
La presidente regionale del Pd Manola Di Pasquale in un post scrive: «La competizione provinciale conclusasi con la elezione di Camillo D’Angelo, a cui vanno fatti gli auguri di buon lavoro, ha messo a nudo la totale assenza di appartenenza ideologica e la pericolosa demonizzazione dei partiti che rendono sempre più fragile la nostra democrazia. La vittoria di D’Angelo, senza nulla togliere alla persona e al sindaco di grandi doti e capacità, è la rappresentazione visiva dei personalismi, delle becere rivalità tra personaggi politici, delle vendette trasversali di chi non ha saputo aspettare il suo turno e di chi ha voluto pesare la propria forza. Vendette incrociate tra schieramenti di destra e di sinistra. Un presidente eletto e sostenuto di fatto da forze politiche che nulla accomuna, in una competizione che ha visto prevalere il “contro” qualcuno o qualcosa e non “per il bene comune”. Si accusa il Partito Democratico di aver ricercato un accordo con il centrodestra; sì, certo, è vero, ma nel solo interesse dei territori in un progetto di condivisione che perseguiva il bene comune. Non accordi tra personaggi politici ma tra i due partiti maggiori, Fratelli d’Italia e Pd, nella visione più alta della politica. Forse troppo difficile da capire».
Marilena Rossi, coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia, esprime così la delusione del partito: «Facciamo gli auguri al nuovo presidente e aspettiamo con curiosità la nuova giunta per avere la riprova di chi ha fatto cosa e chi non ha rispettato gli impegni. Il sostegno da parte di Fratelli d’Italia a Piccioni è dimostrato dai numeri. Il partito si è rilevato ancora una volta granitico, ha fatto il proprio dovere con lealtà e trasparenza. Il problema è a casa d’altri, c’è qualcosa che non va, lo dicono i numeri. Massimo Vagnoni è una persona straordinaria e un grande amministratore, non meritava di essere trattato così. Da parte della Lega non si capisce cosa si è voluto dimostrare».
Giulio Sottanelli, leader regionale di Azione: «Sono successe cose vomitevoli: Vagnoni è stato prima usato e poi scaricato all’ultimo momento dal sindaco di Teramo e poi da Costantini. Era proprio per evitare queste cose che da un anno e mezzo perseguivo il progetto della candidatura unica. Io sono sereno, la mia scelta era la migliore nell’interesse del territorio. Ringrazio per la serietà i dirigenti del Pd e Fratelli d’Italia, rimasti coerenti agli impegni presi con me, Paolo Gatti e Sandro Mariani. Ora già si dice che l’accordo tra Lega e D’Alberto coinvolgerà anche gli enti sovracomunali, in primis il Ruzzo. Benvenuta la “nuova” politica».
Ovviamente ben diverse le reazioni dei due partiti che hanno appoggiato apertamente D’Angelo, Italia Viva e Movimento 5 Stelle. Il leader regionale di Iv Camillo D’Alessandro, che oggi sarà a Teramo per tenere una conferenza stampa in Provincia, a caldo domenica sera ha detto: «Questa è una vittoria-lezione, la lezione che la politica non è accordi a tavolino ma è il coraggio di accompagnare i processi politici. È incredibile che una parte del Pd e Azione abbiano pensato il contrario».
I consiglieri comunali e amministratori del Movimento 5 Stelle, nel rivendicare il proprio apporto a D’Angelo e nell’esultare per un risultato che secondo loro «certifica la sconfitta tanto di un centrodestra in stato confusionale, quanto dei bizantinismi da vecchia politica», evidenziano: «Nessun rappresentante del Movimento ha partecipato alle scenette da avanspettacolo, talune crediamo anche un po’ imbarazzanti per il neo eletto presidente, che si sono consumate nella sala stampa provinciale, presa d’assalto da esponenti di altri partiti, alla disperata ricerca di una visibilità che li salvi dall’oblio politico cui sono presumibilmente condannati». Difficile non vedere un riferimento dei pentastellati a Italia Viva.(d.v.)
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