Parla la giornalista ferita allo stadio: «Colpi al box dall'inizio della partita»

L’anconetana Trillini racconta l’assalto alla postazione e accusa: «La sicurezza non ha funzionato». Il Giulianova calcio si scusa, ma Ordine professionale e Ussi chiedono provvedimenti contro la società
GIULIANOVA. «Sto bene, fisicamente sto bene. A parte il mal di testa. Ma umanamente e professionalmente mi sento molto ferita perché queste cose sono inaccettabili: qualcosa non ha funzionato nel sistema della sicurezza e ognuno deve assumersi le sue responsabilità». Silvia Trillini, giornalista dell’emittente televisiva marchigiana Tvrs, commenta a freddo l’aggressione subita domenica allo stadio Fadini di Giulianova. Con il collega Ferdinando Vicini stava raccontando la partita tra i giallorossi e l’Ancona quando la vetrata in plexiglass della loro postazione, nell’area della tribuna, è stata colpita con violenza da un tifoso fino a sfondarsi: Trillini è rimasta ferita alla fronte ed è stata medicata. Poi ha ripreso la telecronaca, con il cerotto a coprire il profondo taglio.
Gli accertamenti svolti in serata al pronto soccorso di Giulianova hanno escluso conseguenze ulteriori rispetto alla lacerazione. A ventiquattro ore di distanza, la giornalista racconta al Centro quegli attimi facendo una riflessione sulla sicurezza: «Non è possibile uscire da uno stadio feriti: stavo facendo il mio lavoro, come sempre e come il video dimostra. Ma sin dall’inizio della partita il clima è apparso teso», dice Trillini, «La postazione che ci è stata assegnata si trova nella tribuna e alcune delle persone attorno hanno più e più volte, durante la partita, battuto i pugni contro la cabina radio dove stavamo lavorando. Poi un individuo collerico ha sferrato un colpo fortissimo e la protezione ci è crollata addosso. Sono rimasta ferita alla fronte ma poteva andare peggio, per me e per il collega».
Le immagini mostrano il plexiglass che crolla e la telecamera puntata sui due cronisti di Tvrs che si ribalta. E il video si interrompe. Riprende poco dopo, con il viso di Trillini ferito. Il colpo che ha causato la rottura del box è arrivato al secondo gol dell’Ancona: «Ci siamo spaventati ed è indecente che in uno stadio si debbano vivere situazioni di questo genere: mi auguro che la condanna di questo gesto arrivi da tutti i livelli sportivi locali e nazionali», prosegue la giornalista, «Ho ricevuto molti messaggi di solidarietà, l’ultimo stamattina (ieri per chi legge ndr) da parte del direttore sportivo del Giulianova Paolo D’Ercole che si è scusato. Accetto chiaramente le scuse, non voglio fare la vittima, né puntare il dito contro nessuno ma qualcosa domenica non ha funzionato sotto l’aspetto della sicurezza». La società del Giulianova domenica ha divulgato un comunicato stampa stigmatizzando l’episodio. Sui social, però, sono state diverse le ricostruzioni tese quasi a giustificare o sminuire l’accaduto: «Evito di leggere i social, dico solo che noi stavamo lavorando con compostezza e c’è stata un’aggressione voluta: ciò che è successo è sotto gli occhi di tutti e non è giustificabile», conclude Trillini.
Dura la condanna dell’Ordine dei giornalisti e dell'Ussi (Unione stampa sportiva italiana) Marche verso «l'inqualificabile gesto», evidenziando le criticità sulla sicurezza e chiedendo «quali provvedimenti saranno presi nei confronti del Giulianova Calcio per il mancato controllo dell'ordine pubblico, dopo questo episodio dall'inaudita gravità, tenuto conto che l'azione dei tifosi e del tifoso giuliese, era iniziata molto prima del gol del raddoppio realizzato dalla squadra ospite che avrebbe scatenato la follia». Infine, Ordine e l'Ussi si chiedono che cosa sarebbe potuto succedere «se invece di vietare la trasferta ai tifosi dell'Ancona, come è stato, questi avessero avuto accesso allo stadio, in un clima di tensione come quello vissuto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

