Pd, Ferri perde il ricorso Di Sabatino resta in lizza

La commissione di garanzia del partito osserva che l’alternanza di genere deve essere considerata nelle liste elettorali e non nei singoli territori

TERAMO. Non ci sarà alcuna variazione nella composizione delle liste del Pd per Camera e Senato. E' quanto emerge dal pronunciamento della commissione nazionale di garanzia del partito dopo i ricorsi presentati da Stefania Ferri.

La candidata alle primarie parlamentari del 29 dicembre, giunta terza in provincia alle spalle del deputato uscente Tommaso Ginoble e del capogruppo in Provincia, Renzo Di Sabatino ha contestato la regolarità della formazione delle liste da parte dell'unione regionale del partito. Secondo lei non sarebbe stata rispettata l'alternanza di genere tra uomini e donne, prevista nel regolamento delle primarie, che le avrebbe consentito di occupare il quarto posto tra gli aspiranti senatori assegnato invece a Di Sabatino.

La commissione nazionale di garanzia, riunita ieri, si è limitata a evidenziare due aspetti relativi al ricorso presentato da Stefania Ferri. L'organismo ha ricordato che le unioni regionali possono derogare al regolamento delle primarie, prevedendo riequilibri di genere e accorpamenti territoriali. Questi adempimenti eventuali, però, sarebbero di competenza degli organi politici. Per questo la commissione nazionale di garanzia ha invitato i vertici abruzzesi del partito ha verificare se nella composizione delle liste per Camera e Senato è stata rispettata la quota di rappresentanza di genere nelle posizioni eleggibili. La sollecitazione, dunque, ha riguardato solo il raggiungimento del 33% di presenza femminile senza entrare nel merito delle scelte territoriali. Il criterio evidenziato dalla commissione di garanzia è stato rispettato, secondo la direzione regionale, per cui le liste non vanno ritoccate e di conseguenza il ricorso di Stefania Ferri è respinto.

Gennaro Della Monica

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