Pensione troppo alta a Grue: l’Inps chiede i soldi alla Provincia

L’ente di via Milli ha inviato all’istituto calcoli sbagliati e ora rischia di dover pagare i 280mila euro versati per errore all’ex dg. Intanto parte il recupero di 200mila euro incassati in più dai dirigenti
TERAMO. Non c’è pace per le disastrate casse della Provincia. L’Inps rivuole 280mila euro dalla Provincia che, cinque anni fa, inviò dei calcoli sbagliati su cui liquidare la pensione di un dipendente.
E non di un impiegato qualunque. Si tratta di Francesco Grue, storico dirigente dell’ente e anche, ai tempi dell’amministrazione D’Agostino, direttore generale. Grue andò in pensione pochi mesi dopo l’insediamento della giunta Catarra. E, come accade di prassi, la Provincia inviò i calcoli all’Inpdap, oggi confluita nell’Inps. E nei documenti inviati dalla Provincia, risultava che il pensionamento fosse con la qualifica, e gli emolumenti, da direttore generale. Ma poi arrivarono gli ispettori della Ragioneria dello Stato, che fecero un approfondito studio riguardo alle posizioni dei dirigenti. Ed emerse che Grue sarebbe dovuto andare in pensione da “semplice” dirigente e non da direttore generale.
L’osservazione degli ispettori ministeriali è però rimasta, inspiegabilmente, lettera morta per tanto tempo. Solo nel 2014 il segretario generale Gianna Becci ha fatto una ridetermina in cui recepiva l’indicazione degli ispettori. Sulla base dell’atto, trasmesso all’Inps, l’istituto ha ricalcolato la pensione di Grue, con una significativa riduzione.
E poi ha richiesto indietro i soldi in più versati all’ex dirigente, alla Provincia. A questo punto il presidente Renzo Di Sabatino ha incaricato un avvocato di resistere, nel giudizio davanti alla Corte dei conti, chiamando in causa anche Grue stesso. Anche per capire come mai è stato possibile un simile errore e come mai la segnalazione all’Inps è stata fatta solo nel 2014. E non finisce qui. L’ex dirigente, quando ha visto la propria pensione decurtata, ha chiamato in giudizio l’Inps, sempre davanti alla Corte dei conti , citando anche la Provincia. Che anche in questo caso ha deciso di resistere.
Ma non c’è due senza tre. Pare che la Provincia stia per conferire un altro incarico ad un legale. L’oggetto del contendere è sempre il risultato della famigerata ispezione ministeriale. Dalle verifiche della Ragioneria dello Stato, ormai condotte anni fa, emerse che diversi dirigenti avevano percepito indebitamente delle somme, ad esempio per i famosi diritti di segreteria. Da allora molti di quei dirigenti sono andati in pensione, mentre altri sono ancora alle dipendenze della Provincia. L’obiettivo dell’amministrazione adesso è quello di recuperare le somme pagate in più, per questo sarà dato l’incarico ad un legale. Ovviamente si tenterà fino all’ultimo di evitare di arrivare in un’aula di tribunale: si proporranno degli accordi per la restituzione delle somme percepite indebitamente, almeno secondo gli ispettori. Da questa operazione la Provincia dovrebbe recuperare più di 200mila euro. Una somma che in questi tempi di tagli più che drastici può tornare utile.
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