Pesca troppe vongole Sequestrati 3 quintali di molluschi nel porto

Operazione della guardia costiera. Multa di 4.000 euro al proprietario dell’imbarcazione, un armatore di Alba
GIULIANOVA. Sequestrati dalla Guardia costiera, all’interno del bacino portuale, 32 sacchetti di vongole appena pescate, per un peso complessivo di 320 chili, dall’imbarcazione di proprietà di un marittimo di Villa Fiore di Alba Adriatica. Il fatto è avvenuto ieri mattina nella zona del molo nord dove normalmente ormeggiano le vongolare ospitate nel porto di Giulianova. L’equipaggio dell’imbarcazione, composto da due persone, secondo il regolamento potrebbe catturare nei giorni consentiti non più di tre quintali di vongole, pari a 30 sacchetti da 10 chilogrammi ciascuno. Invece la Guardia costiera ha accertato un pescato di gran lunga superiore a quello permesso, praticamente più del doppio. Oltre al sequestro delle vongole in eccedenza, i militari hanno inflitto al comandante del natante una multa di 4.000 euro.
Secondo alcuni colleghi del marittimo, il sequestro delle vongole sarebbe il risultato di una soffiata, quindi una guerra commerciale per il controllo del settore. Una guerra tra poveri, in realtà, che scaturisce dal generale momento di crisi e che sicuramente avrà ulteriori risvolti secondo quanto affermano alcuni addetti del settore. Va ricordato che la pesca alle vongole è rimasta ferma per fermo volontario circa otto mesi, dal settembre 2016 ad aprile 2017, con la ripresa dell’attività solo a partire dai primi giorni di maggio. Secondo alcuni vongolari, a breve, visto come vanno le cose, si tornerà di nuovo al fermo spontaneo per la mancanza di prodotto idoneo e con pezzatura di mitili troppo piccola. Tra l’altro sarebbe in atto un forte dualismo con la marineria marchigiana, in particolare con quella di San Benedetto del Tronto, che potrebbe vantare un prodotto migliore per quanto riguarda la taglia, ma si tratterebbe di vongole dal guscio più fragile. Insomma, i vongolari giuliesi chiedono che si faccia qualcosa per superare le attuali difficoltà che attanagliano il settore.
Alfonso Aloisi
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