Petizione degli azionisti di BpB
Chiesto al Governo l’istituzione di un fondo per il rimborso dei titoli
TERAMO. Il Comitato indipendente azionisti della Banca Popolare di Bari ha lanciato una petizione on line con precise richieste al Governo, ai presidenti delle Regioni dove hanno sede le filiali e ai commissari. In particolare gli azionisti dell'istituto di credito barese, commissariato a dicembre da Bankitalia, chiedono «l'istituzione di un fondo per rimborsare gli azionisti, l'individuazione di soluzioni finanziarie alternative a valori congrui rispetto a quello di acquisto del titolo, il riconoscimento del diritto di recesso, attualmente sospeso». «Ad oggi né nel decreto legge “salva BpB”, né nelle audizioni della commissione finanza né in alcun documento ufficiale governativo - dicono - è stato fatto riferimento su come ristorare gli azionisti. La stragrande maggioranza dei 70mila azionisti della BpB - si legge nella petizione lanciata giovedì e che ha già raccolto più di 100 firme - non sono investitori o speculatori così come la legge li classifica detenendo tali titoli, sono risparmiatori (padri e madri di famiglia) coinvolti nell'acquisto di prodotti finanziari azionari inadeguati».
Per questo «si chiede al Governo italiano ed alla politica tutta di porre rimedio dando un forte segnale all'opinione pubblica nella tutela del risparmio degli italiani. Chiediamo ai commissari straordinari di sedersi presto al tavolo delle trattative» per «sottoscrivere un accordo condiviso con garanzia di rimborso prima dell'assemblea dei soci straordinaria di fine giugno».
PD. Il Partito democratico, in una nota diffusa dalla presidente Manola Di Pasquale, esprime «forte preoccupazione a seguito della pubblicazione del nuovo modello di business predisposto dai commissari della Popolare di Bari. In nome dell’obiettivo di razionalizzare la rete, ridurre i costi e restituire sostenibilità al modello organizzativo, il piano industriale 2020-2024 prevede per l’Abruzzo la chiusura di 39 filiali, oltre il 40% del numero totale».
Il Pd chiede al governo regionale «di attivarsi immediatamente, in tutte le sedi, perché questo scenario venga scongiurato, a tutela dei lavoratori della BpB, dei risparmiatori e del sistema imprenditoriale della nostra regione».

