Piano della mobilità, sì al tavolo con le associazioni di categoria

Le sigle dei commercianti chiedono di poter contribuire a modificare il Pums, l’assessore dice sì Filipponi chiarisce a negozianti e residenti: «Le vie centrali aperte al traffico non saranno toccate»
TERAMO. La riunione sul Pums fra commercianti e amministrazione ha spalancato le porte su quelli che sono i problemi della città. Perché parlare di come riorganizzare urbanisticamente Teramo porta per forza di cose su temi che riguardano decoro, accessibilità, sicurezza, carenza e costi dei parcheggi, ricostruzione. Punti sui quali esercenti e residenti, presenti ieri al Parco della scienza, hanno acceso i riflettori indicandoli come prioritari e come concausa della lamentata desertificazione del centro. E se per l'amministrazione la risoluzione delle criticità può passare da un Pums «condiviso e modificabile», ha spiegato l'assessore Antonio Filipponi, per i negozianti non è così.
I COMMERCIANTI e non solo
L'incontro, molto partecipato, ha visto emergere due posizioni diverse: se le associazioni di categoria Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato hanno aperto a un dialogo sul Pums, per una parte dei commercianti il documento va annullato. Richiesta, questa, avanzata dal consigliere regionale Marco Cipolletti, per il quale il piano «va contro la cittadinanza tutta». Carlo Antonetti, consigliere comunale, ha bocciato il Pums ritenendolo «non prioritario né obbligatorio alla luce dei tanti problemi che ha la città. Se poi sostenete che il piano sia utile per poter avere fondi pubblici per comprare qualche bicicletta... propongo di fare una colletta e comprarle noi». Il riferimento ai fondi era legato a una spiegazione data in apertura da Filipponi che aveva chiarito che il Pums, seppur non obbligatorio per città con meno di 100mila abitanti, è utile anche per guadagnare punteggi nelle graduatorie finalizzate a ottenere finanziamenti per investimenti legati all'urbanistica. Antonetti ha ribadito la richiesta di annullamento della delibera del Pums perché «state presentando ai cittadini una cosa nella quale voi stessi non credete». Diversi i commercianti che hanno preso la parola, qualcuno accogliendo la linea del dialogo per migliorare il piano, altri mettendo in fila le ferite del centro. Come Gabriella Palmarini, titolare di una macelleria in piazza Verdi. Qui «regna il degrado fra spaccio, buche, zero illuminazione. Su questo bisogna intervenire subito perché in attesa delle grandi opere noi dobbiamo vivere. Dovete riaprire tutto al traffico, non chiudere», ha detto. I rappresentanti delle associazioni di categoria hanno consegnato al Comune una lettera per chiedere l'istituzione di un tavolo di lavoro per modificare il Pums: «Noi non siamo contro nulla a priori, ma la pianificazione deve essere reale e fatta con i soggetti interessati. Se il piano passasse così com’è, verrebbero danneggiate le attività dentro le mura, i residenti e chi ha investito in immobili in centro storico. Come associazione siamo aperti a 360 gradi», ha detto Antonio Topitti di Confesercenti.
IL COMUNE
Filipponi ha illustrato i punti del Pums sui quali in questi giorni ci sono stati malintesi, accogliendo la proposta del tavolo di lavoro con le associazioni. Fra i passaggi chiariti quello sulla Ztl che resta così com'è, ha detto, sottolineando come le vie centrali aperte al traffico non saranno toccate. L'assessore ha ribadito la volontà di tutelare commercianti e residenti, implementare l'uso dei parcheggi multipiano, favorire la rotazione in centro storico. Sul finire l'incontro ha visto i toni scaldarsi, anche con critiche rivolte al sindaco per aver «lasciato solo l'assessore in questa riunione», ha detto una commerciante. Filipponi non si è scomposto e ha confermato un incontro con i residenti per giovedì prossimo e nuove convocazioni della commissione urbanistica.
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