Pineto, costituita l’associazione per difendere la costa nord

Imprenditori e commercianti si uniscono per sollecitare l’installazione di barriere contro l’erosione «Ogni anno si spendono inutilmente milioni di euro per interventi che non risolvono il problema»
PINETO. Imprenditori e commercianti si uniscono per difendere la costa nord di Pineto. È stata costituita prima di Natale l’associazione Adico che mira a sensibilizzare le istituzioni locali e regionali al fenomeno delle mareggiate che nel mese di novembre hanno distrutto gran parte del litorale a nord del torrente Calvano. A tirare le file dell’associazione sono titolari di alberghi e campeggi, amministratori di condominio, proprietari di stabilimenti balneari e commercianti, circa venti in tutto, che hanno eletto come presidente Cristina Di Musciano. Si uniscono al coro anche il comitato cittadino Villa Ardente e quello di via Liguria, che contano centinaia di residenti della zona. Nel documento costitutivo dell’associazione si legge tra l’altro che «la ragione principale e fondante che ha determinato la nostra nascita è stata la presa di coscienza che negli ultimi 15 anni le amministrazioni comunali che si sono succedute non hanno ritenuto opportuno, (sbagliando, e senza considerare il principio di precauzione), risolvere il problema erosivo con il posizionamento di barriere rigide a mare, sono stati fatti solo interventi di ripascimento morbido. Questo tipo di intervento, definito “tampone” ha portato benefici immediati ma limitati nel tempo, causando non solo il perdurare del fenomeno erosivo, rendendolo più importante, ma soprattutto generando uno sperpero di denaro pubblico perpetuato negli anni (circa 10/12 milioni di euro), senza soluzione alcuna». La presidente dell’associazione Di Musciano ha fatto notare come l’erosione abbia intaccato una fetta del mercato turistico della zona. «Il perdurare di questa situazione», afferma, «ha fatto sì che negli anni la qualità e la quantità dei servizi offerti ai turisti nella zona nord di Pineto, si abbassasse sempre più generando così un gap tra la costa a nord del torrente Calvano e la costa a sud. La nostra zona è stata fortemente compromessa dal fenomeno erosivo, generato dall’aumento della pressione antropica sul fiume Vomano e dopo gli ultimi eventi calamitosi, è divenuta ancora più fragile con evidenti problemi per la pubblica e privata incolumità». Con un’esortazione finale l’associazione avverte: «La zona a Nord di Pineto è la zona con la più alta densità di offerta turistica e commerciale , se dovesse saltare la stagione 2020 ci sarebbe una perdita di prodotto interno lordo di circa tre milioni di euro ed una ricaduta a livello occupazionale di circa 400 unità lavorative, si andrà cosi’ ad aggravare una situazione congiunturale tutt’altro che rosea».
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