Ponte ciclopedonale sul Vomano, lavori al via entro un mese

6 Aprile 2021

Annuncio della Provincia dopo la riassegnazione dell’opera Il cantiere per la struttura in legno è fermo da tempo

ROSETO. Forse la volta buona per il nuovo ponte ciclopedonale sul fiume Vomano. «Tra 10 giorni circa, dopo la fine del collaudo degli interventi già effettuati, faremo la consegna dei lavori che dunque potrebbero partire entro la fine di aprile»: a dirlo è Lanfranco Cardinale, consigliere provinciale con delega ai lavori pubblici che, dopo tanti problemi incontrati, spera che l’intervento possa finalmente ripartire.
Quella del ponte di legno sul fiume Vomano è una lunga storia, partita nell'estate del 2017: alla posa della prima pietra, in una cerimonia in pompa magna, erano presenti l’ex onorevole Tommaso Ginoble, l’ex assessore regionale e oggi consigliere regionale di opposizione Dino Pepe, l’ex consigliere regionale Luciano Monticelli e l’ex consigliere provinciale Giuseppe Cantoro, oltre ai sindaci di Pineto Robert Verrocchio e quello di Roseto, Sabatino Di Girolamo. I lavori partirono subito, con i primi interventi della ditta “Gianforte Remo”, ma negli anni ci sono state diverse interruzioni: la ditta infatti ha avuto dei problemi e non ha potuto continuare l’opera. Da procedura di legge la Provincia ha interpellato inizialmente la seconda ditta aggiudicataria, che però si è dichiarata non interessata, fino a giungere alla terza offerta in gara della ditta Facciolini di Bisenti, che ha accettato. A tre anni dalla consegna dei lavori e dopo una serie di controversie, nel 2020 si è arrivati finalmente alla risoluzione del contratto per inadempienza contrattuale con la ditta Ecofin srl, che aveva acquisito la Gianforte Remo prima aggiudicataria: per la risoluzione si è dovuto attendere una sentenza del tribunale, visto che la ditta aveva impugnato la risoluzione della Provincia.
I lavori iniziali, comprensivi di progettazione, ammontavano a 2 milioni e 200mila euro. Il ponte dovrebbe essere lungo circa 263 metri, in legno con quattro pile e due spalle. L’argine sud verrà rialzato di 4 metri formando una passeggiata con una lunga rampa che si ricollegherà alla pista ciclabile di Scerne, mentre nella sponda rosetana verrà realizzata una rampa verso ovest di circa 20 metri. Alcuni cittadini però continuano a essere scettici, ad esempio Alessandra Di Marco: «Pochi mesi fa il vicepresidente della provincia Alessandro Recchiuti aveva dichiarato pubblicamente che a fine gennaio sarebbero ripresi i lavori di realizzazione. Dopo la riassegnazione alla nuova ditta il cantiere è in totale stato di abbandono».
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