Post-sisma, accordo con il ministero sulle attività agricole

6 Agosto 2024

TERAMO . L’Appennino centrale, all'interno degli 8mila chilometri quadrati del cratere del sisma 2016, tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, è stato individuato dal ministero della Politiche agricole...

TERAMO . L’Appennino centrale, all'interno degli 8mila chilometri quadrati del cratere del sisma 2016, tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, è stato individuato dal ministero della Politiche agricole come territorio idoneo nel quale applicare misure di integrazione uomo-natura, attraverso iniziative «volte a rendere economicamente e socialmente conveniente tornare a utilizzare le risorse in forma produttiva, e non più solo assistenzialistica, attraverso la sperimentazione di misure specifiche utili anche per aggiornare e integrare la politica agricola comunitaria per il territorio italiano». Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato dal ministro Francesco Lollobrigida e dal commissario per la ricostruzione Guido Castelli. Saranno promossi incontri e forme di partecipazione con gli enti, le comunità locali e le imprese allo scopo di illustrare e valorizzare le caratteristiche, le potenzialità e le opportunità degli interventi per il rilancio economico e sociale dell'area attraverso lo sviluppo di attività agro-silvo-pastorali. «Il nostro ministero», afferma Lollobrigida, «è coinvolto direttamente perché le attività agro-silvo-pastorali, le attività economiche di valorizzazione delle produzioni, sono decisive per poter di nuovo antropizzare aree che hanno visto con la scomparsa dell'uomo anche la scomparsa della manutenzione del territorio con relativi danni per l'economia». Secondo Castelli «il protocollo rappresenta l'ultimo tassello, in ordine di tempo, di quell'ampia, concreta, azione di sostegno che il Governo sta mettendo in campo per l’Appennino centrale e i per suoi abitanti» contrastando lo spopolamento dei territori.