Prati di Tivo, gli Usi civici chiedono un nuovo bando

L’associazione proprietaria dei terreni: «È tempo di rompere l’immobilismo del quale sono responsabili Provincia e liquidatore della Gran Sasso Teramano»
PIETRACAMELA. «È giunto il momento di assumere le decisioni opportune per un cambio decisivo dell’attuale situazione di immobilismo a Prati di Tivo, per evitare altre speculazioni nel periodo estivo. Per risolvere questa impasse proponiamo di redigere immediatamente un nuovo bando della durata di un anno o anche più per la gestione degli impianti con il quale dovranno essere selezionate ditte che possano offrire garanzie sulla continuità del servizio in inverno e in estate». Parole di Paride Tudisco, il presidente dell’Amministrazione separata degli Usi civici (Asbuc) di Pietracamela, che interviene sulla mancata riapertura delle attrezzature in questa stagione invernale. Tudisco parla di «violazione degli accordi assunti dalla Gran Sasso Teramano (Gst) sulla convenzione firmata lo scorso 8 novembre con l’Asbuc» e attribuisce la responsabilità della mancata riapertura «alla Provincia, socia maggioritaria della Gst, e al liquidatore della Gst».
L’8 novembre fu firmato l’accordo di concessione temporanea dei terreni dove insistono le attrezzature, la condizione necessaria per la loro riattivazione, per sei mesi prorogabili di altri sei tra l’Asbuc di Pietracamela e la Gst. Accordo che ha reso possibile la proroga causa Covid della gestione degli impianti alla Finori srl per un altro anno. Ma gli impianti non sono stati riaperti per una serie di problematiche come la mancanza dell’energia elettrica per insoluti, risolta nel gennaio scorso, e la necessità di manutenzioni e collaudi. «Ringraziamo il parlamentare della Lega Antonio Zennaro che ha finalmente riconosciuto l’immobilismo della Provincia», prosegue Tudisco, «peccato che ciò avvenga all’approssimarsi della stagione invernale quando ormai la Gst ha violato impunemente gli accordi sanciti nella convenzione consentendo alla Finori srl di continuare pervicacemente a non aprire le attrezzature nel periodo invernale in totale violazione del contratto di gestione in essere».
Tudisco riporta nel comunicato gli articoli 3 e 10 della concessione che stabiliscono “il dovere del concessionario di reperire i dovuti atti autorizzatori utili al funzionamento degli impianti di risalita e annessi e la dichiarazione sotto la propria responsabilità che gli impianti e le strutture annesse sono regolarmente funzionanti e abili all’uso” per spiegare le motivazioni secondo cui la responsabilità della mancata riapertura sono della Provincia e del liquidatore Gst Gabriele Di Natale. «Nonostante le innumerevoli violazioni del contratto di gestione perpetrate dalla Finori srl», scrive ancora, «evitano accuratamente di metterla in mora e di dichiararla decaduta dalla gestione per inadempienze gravi e non si curano di ricercare altre e migliori soluzioni che possano dare certezze per il regolare funzionamento invernale ed estivo degli impianti o a considerare altre proposte. Tutto ciò in mancanza di garanzie reali da parte della Finori srl, così come richiesto dalla Camera di commercio».
Confermando la volontà di coinvolgere tutti i soci nella redazione di un nuovo bando per garantire trasparenza e oggettività nella valutazione dei partecipanti Tudisco, concludendo, tiene a precisare che «l’Asbuc, proprietaria dei terreni, non è interessata al mero corrispettivo dell’affitto, ma è dedita a valorizzare i terreni di proprietà della collettività ed è impegnata a far utilizzare questi terreni per generare benefici al territorio stesso, ai residenti e agli operatori».
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