Pretuziana, 1,8 milioni di debiti: il tribunale blocca i creditori

15 Settembre 2023

Per la prima volta applicata una composizione negoziata con misure protettive dei beni societari Concessi 120 giorni di tempo. I magistrati: «Il piano di risanamento consente di proseguire l’attività»

TERAMO. È una delle prime applicazione in Abruzzo, la prima nel Teramano. Si tratta della composizione negoziata della crisi di impresa, un percorso stragiudiziale con il quale il legislatore si prefigge di agevolare il risanamento di quelle imprese o società che, pur trovandosi in una condizione momentanea di difficoltà economiche, hanno le potenzialità necessarie per restare sul mercato. Una delle prime misure previste è quella della protezione dei beni societari per un periodo di tempo nell’arco del quale i creditori non possono procedere con nessun tipo di azione.
Il tribunale teramano, sezione civile, accogliendo la richiesta, ha applicato il provvedimento per la Pretuziana società dilettantistica, la società di gestione della piscina comunale teramana e in passato dell’impianto pescarese Le Naiadi. 120 giorni il tempo concesso per l’applicazione delle misure protettive: ovvero lo stop ai creditori in presenza di un piano di risanamento ritenuto valido a fronte di un debito complessivo di 1,8 milioni, legato soprattutto a costi di gestione, in particolare pagamento di utenze e versamenti Inps.
«Sussiste il presupposto soggettivo per l'accesso alla composizione negoziata della crisi», si legge nel provvedimento del tribunale, «essendo la ricorrente, ancorché società sportiva dilettantistica senza scopo di lucro, un imprenditore commerciale in quanto esercente attività commerciale secondo criteri di economicità ed essendo la stessa ricorrente in condizioni di squilibrio economico-finanziario che ne rende probabile l’insolvenza, come si evince dalla documentazione contabile prodotta in allegato al ricorso dalla quale risultano debiti complessivi per euro 1.830.763,64, una perdita di esercizio pari ad euro 187.791,34 ed un patrimonio netto negativo pari ad euro 558.684,34». Per il tribunale, si legge ancora nel provvedimento, «può essere accordata la misura massima di legge delle misure protettive richieste, in considerazione della rilevanza dell'esposizione debitoria complessiva su di essa gravante e della complessità delle operazioni sottese al risanamento, che può essere raggiunto, nella specie, oltre che mediante le misure sopra richiamate dirette all’aumento della redditività e alla diminuzione dei costi di gestione anche mediante l’eventuale affidamento in gestione degli impianti sportivi di Pescara e L’Aquila».
Per il tribunale «il piano di risanamento proposto consente una migliore soddisfazione dei creditori sociali ed una continuazione della attività aziendale». Aggiungendo che «la ricorrente ha ricevuto un’offerta di acquisto di ramo d’azienda che nel caso di positiva valutazione, potrebbe migliorare ulteriormente il piano di risanamento». Il piano di risanamento e della procedura sono stati presentati dal consulente commercialista Gianni D’Alessandro. Il ricorso in tribunale è stato depositato dagli avvocati Edoardo Lupi e Enrico Marconi.
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