Provvisiero: seduta saltata, è inefficienza amministrativa

28 Giugno 2023

TERAMO . Il consiglio comunale di lunedì, rinviato a oggi per la mancata notifica di una Pec alla consigliera di Futuro In Caterina Provvisiero, continua a far rumore. Nell’immediatezza del rinvio l’o...

TERAMO . Il consiglio comunale di lunedì, rinviato a oggi per la mancata notifica di una Pec alla consigliera di Futuro In Caterina Provvisiero, continua a far rumore. Nell’immediatezza del rinvio l’opposizione aveva criticato la maggioranza per la lacuna burocratica e per aver poi fatto venir meno il numero legale volto ad aprire i lavori. Dal fronte opposto il sindaco Gianguido D’Alberto aveva imputato a Provvisiero la responsabilità per aver fornito un indirizzo email errato, parlando di atto di cortesia nel rinvio del consiglio. Parole, queste, che hanno mosso la diretta interessata a dire la sua: «Se il Comune di Teramo non è in grado di convocare regolarmente un consiglio comunale, e di gestire le relative Pec e la conseguente ricevuta di avvenuta consegna, questo non è un mio problema, ma lo è certamente per il sindaco D’Alberto», dice la consigliera, «l’ho sentito utilizzare espressioni quali ‘perdoniamo la Provvisiero’, ‘concediamo di rinviare il consiglio’, ‘atto di cortesia’. Sono frasi che testimoniano una notevole caduta di stile che non avrei mai immaginato. Il consiglio, convocato in modo irregolare, era e sarebbe stato nullo. Tra l’altro la nullità riguardava anche la mancata notifica a un secondo consigliere. Pertanto, il sindaco può, se lo ritiene, perdonare se stesso e coloro che con lui collaborano, per la inefficienza dimostrata».
Per Provvisiero inoltre il sindaco avrebbe falsamente affermato «che la seduta pomeridiana sarebbe stata richiesta dalla sottoscritta». La vicenda ha spinto anche i gruppi di maggioranza a sottolineare in una nota di aver voluto il rinvio della seduta in un’ottica di «profonda collaborazione istituzionale e volontà di partecipazione. Si tratta di una scelta fatta per colmare le lacune e il vulnus generato da un errore materiale di una opposizione che ancora una volta si trincera dietro cavilli burocratici per non ammettere la propria totale assenza di contenuti e visione politica e amministrativa. Del resto la scelta stessa dell’orario del consiglio alle 14,30 è frutto della disponibilità di questa maggioranza a cambiare di fronte alle necessità espresse dai professor Di Egidio e dalla professoressa Provvisiero». (v.m.)