«Puntiamo sulle bici per salvare il turismo»

4 Maggio 2020

Alcini, operatore del settore, propone di organizzare iniziative che valorizzino il territorio

SILVI. In questi giorni di emergenza Covid-19 gli operatori turistici si chiedono quali scenari si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi e a quali conseguenze economiche, occupazionali e sociali andranno incontro. Gli stabilimenti balneari e le strutture ricettive si stanno riorganizzando, non con poche difficoltà, per garantire le misure di sicurezza e il distanziamento tra i turisti, ma sembra necessario dover ripensare e riqualificare l’offerta turistica del nostro paese in vista di un radicale cambiamento dal turismo di massa allo “slow tourism”, che prevede un’immersione del viaggiatore nella cultura locale del territorio, basandosi prima di tutto sul rispetto ambientale.
Gianni Alcini, titolare di Ciclo Escursionismo Abruzzo di Pineto, agenzia che offre escursioni nelle Terre del Cerrano, riferisce che bisogna trovare un nuovo modo di fare turismo, pensandolo in chiave eco-sostenibile. «Fra tutte le attività outdoor la bici potrebbe avere un’impennata di gradimento, in special modo nel ciclo-turismo che accomuna a essa sport all’aria aperta, visita dei luoghi di interesse e soprattutto distanziamento sociale», dice Alcini, «il ciclo-turismo dovrà essere nella nostra regione oggetto fondamentale di campagne pubblicitarie per attrarre una nuova clientela e potrà e dovrà essere una potente arma per la tanta declamata destagionalizzazione». In sostanza l’operatore turisti sostiene che viviamo in una delle regioni più belle d’Italia, la regioni dei parchi, dei laghi, delle montagne, dei borghi, ma spesso questo patrimonio non viene valorizzato nel migliore dei modi. «Ecco da qui dovremmo ripartire con un turismo ecosostenibile, con l’enoturismo e con il turismo gastronomico, in particolare nella nostra zona dove sono presenti tre aree protette - l’area marina protetta Torre del Cerrano, l’Oasi Wwf dei Calanchi di Atri e la Riserva del Borsacchio», continua Gianni Alcini, «bisognerebbe azzerare il modo tradizionale di fare turismo e riprogrammarsi per un offerta diversa, con una qualità significativa in modo da attrarre il maggior numero di clientela. Certamente affinchè si possa progettare un turismo diverso gli operatori hanno bisogno di una linea guida dal governo centrale e dal governo regionale, ma siamo a maggio e non si vede nessun tipo di progettualità, di un’idea del possibile futuro, di quali aiuti si potranno usufruire e che necessariamente ci dovranno essere». (c.g.)